I veri adoratori del Padre
di Don Arnaldo Pedrini, S.D.B.
Aprile 1999
Noto è lepisodio, come pure nota è la figura di Mosè sul monte: lo racconta il libro dellEsodo (cfr. Es 17,8-13). Mentre al piano si svolge la battaglia contro gli Amaleciti, lesercito degli Israeliti, guidato da Giosuè, ha la meglio sintantoché il grande condottiero tiene le braccia alzate verso il cielo, in atto di supplica. Mosè è il simbolo vivente della preghiera che ottiene da Jahwé pieno esaudimento con il favore della vittoria per lumile e incessante gesto, proprio dellorante.
Vè in trasparenza il simbolo del nuovo popolo. il Popolo della vera Alleanza che in Cristo ottiene la completa vittoria, mediante il sangue della Croce, versato per formare quella gente santa, regale sacerdozio, popolo di acquisto, di cui parla lApostolo Pietro (cfr. 1Pt 2,9).
Per essere accetto al Padre Celeste il cristiano innalza fiducioso, come Mosè, le sue braccia in atto di supplica non solo per riportare vittoria sul male, ma per essere vero adoratore del Padre. È Dobbligo allora rifarsi al capitolo del Vangelo di Giovanni, per richiamare alla mente il prodigioso incontro della Donna samaritana con Cristo. Al pozzo di Sicar: verso mezzogiorno, lora Sua. Lacqua richiesta da bere viene ricambiata dal Messia con quella che zampilla sino al cielo. Solo alla spiegazione delicatamente pressante del Divino Maestro si ottiene la comprensione piena e di conseguenza la conversione della donna (cfr. Gv 4,1-42).
A lei viene indicato il modo di essere a Dio gradita. Gesù le dice: Dio Padre va in cerca di questi adoratori, che adorino il Padre in Spirito e Verità (cfr. Gv 4,23). Solo a questa condizione la preghiera è valida: proprio nellinnalzare le braccia spirituali che il cristiano - sin dal suo battesimo - possiede: lo Spirito e il Cristo, che sono appunto chiamati rispettivamente - secondo la felice espressione di S.Ireneo - le due braccia del Padre (CONTRO LE ERESIE: PG 7,1137).
È dunque una supplica che eccede la semplice limitata risorsa umana, personale: si offrono a Dio sacrifici a lui graditi nella Verità che è Cristo e nello Spirito che è il Divino Consolatore. Lunica preghiera veramente utile e valida è quella di Cristo, come offerente di Sé con il suo Sacrificio. Si attua e si avvera ciò nelloblazione dellAltare, come annota lautore della lettera agli Ebrei: Cristo si è offerto al Padre quale immacolata ostia per mezzo dello Spirito Eterno (Eb 9,14). Nella continuità della Liturgia il sacramento del Corpo e del Sangue del Figlio si compie in una oblazione di soave odore (cfr. Ef 5,2).
Lofferta sacrificale in ogni celebrazione eucaristica è sempre rivolta al Padre co-me risulta in tutte le Orazioni (Collette in particolare). Infatti ogni volta che offriamo, lodiamo il Creatore di tutto, il Padre, mediante il Figlio nello Spirito Santo, poiché - aggiunge S. Cirillo Alessandrino - tutto procede dal Padre per mezzo del Figlio nello Spirito (COMMENTO AL VANGELO DI GIOVANNI X, 2: PG 74, 336A).
Nellassemblea santa, convocata nel Giorno del Signore, i fedeli, partecipi del sacerdozio comune, innalzano la loro voce al Dio dimmensa gloria e di infinita misericordia: hanno finalmente raggiunto lideale - presso il pozzo della grazia - riscoprendo la loro vocazione di essere presso laltare i veri adoratori del Padre.
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