Il messaggio di Gesù alla Chiesa
a cura del Consiglio Direttivo dell'Associazione Laicale
Continuiamo la breve rilettura, iniziata nel numero scorso, di quanto Gesù desidera dalla Chiesa, per la glorificazione dello Spirito Santo e la salvezza delle anime. Ricordiamo che, per chi volesse approfondire più in dettaglio la storia dell'Opera, può richiederci il libro biografico di Madre Carolina.
Ora M. Carolina si mette in religioso e attento ascolto della divina "Voce", fa sempre più spazio nel suo cuore e nella sua mente agli appelli di Gesù, e, sotto la guida del suo confessore, si prepara giorno dopo giorno ad accettare la grande missione che le verrà affidata, affinché lo Spirito Santo venga maggiormente «conosciuto, onorato, glorificato come merita» nella Chiesa per la gloria di Dio e la salvezza e la santificazione degli uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione.
Sono giorni, mesi e anni di preghiera e ancora di sofferenza perché «tutte le opere del mio Amore sono motivo di grande sofferenza per quelli che scelgo per tenermi compagnia più da vicino» (5-8-1966).
Sofferenza che lei accetta, nonostante nel corso di essa si senta quasi morire e come impazzita, tanto da raccomandare più e più volte a Dio il suo spirito, e trovi tanta ripugnanza a credere e a obbedire alla Voce - temendo sempre di essere nell'inganno della sua fantasia - a tal punto da indurre Gesù a parlarle così: «Perché dunque poni tanta resistenza alle direttive del mio Amore? Non è certo questo il modo di corrispondere alle delicatezze divine del mio Cuore, di cui con tanta abbondanza ti ho circondata, avvinta e sommersa... Non te lo dissi già altre volte che la via che ora tu percorri è misteriosa, e quindi è necessario che ti abbandoni perdutamente, con umiltà e piena sommissione, ai Divini Voleri? Le opere del mio Amore non si misurano con il tempo, né con la comprensione della mente umana, bensì lasciando piena libertà all'azione amorosa del tuo Signore Gesù» (10-10-1965).
Quest'ultimo messaggio richiama alla mente quanto 1932 anni prima ebbe a dire Gesù, nel momento in cui ascendeva al Cielo, agli apostoli, che gli avevano chiesto se era giunto il tempo della instaurazione del regno: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i modi che il Padre ha riservato alla propria autorità, ma avrete forza dallo Spirito Santo, e mi sarete testimoni...» (At 1,7).
La sofferenza, soprattutto interiore, cambierà la vita di M. Carolina, rendendola sempre più conforme al suo Sposo divino. «Sofferenza necessaria, affinché si compia l'opera di amore che ti ho affidato».
Sofferenza, tuttavia, mitigata dai messaggi che Gesù le invia periodicamente, con sempre maggiore intensità, pieni di amore, che la preparano pian piano a diventare lo strumento, sempre più docile alla Sua volontà, capace di attuare i desideri del suo Cuore a tal punto da sentirsi dire dallo stesso Maestro: «Oggi e per sempre io ti consacro mia discepola e apostola della devozione all'Eterno Divino Spirito» (29-5-1966).
Gesù rivela a M. Carolina che «il mondo sta andando in rovina... Per questo è necessaria una nuova Pentecoste, una nuova ondata di fuoco dello Spirito Santo, che con il suo calore penetri e riscaldi i cuori degli uomini... affinché, nella potenza dello Spirito Santo, l'umanità ritrovi la vera via tracciata dall'Altissimo e venga instaurata una nuova era... l'era dello Spirito Santo», il quale «non è ancora conosciuto, onorato, glorificato come merita».
Allora:
- i cuori degli uomini si cambieranno;
- le anime torneranno sulla retta via;
- si aprirà un'era di maggiore santità nelle anime e di fratellanza fra i popoli;
- le vocazioni ecclesiastiche e religiose torneranno a rifiorire, a grande vantaggio e rinnovamento dello spirito cristiano nelle anime e nella società;
- si effettuerà quel trionfo del mio Amore, che fin dall'eternità è stato prestabilito con la mia venuta su questa terra.
Saranno questi, fra i tanti altri, i segni premonitori e i chiari effetti benefici dell'avvenuto cambiamento nella vita spirituale dell'umanità, quando gli uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione tributeranno «un culto più solenne, ardente, pratico» allo Spirito Santo, che è «Spirito di vita, di verità, di giustizia e di amore; che è la forza, il calore, l'ardore che tutto governa nella misericordiosa potenza e sostanziale convivenza con le Tre Persone Divine in un solo, unico, ineffabile amore».
Ma perché questo cambiamento di vita nell'umanità avvenga è assolutamente indispensabile che si realizzi la Grande Opera - pensata fin dall'aurora del tempo dal Padre e annunciata da Gesù a M. Carolina con un susseguirsi di messaggi puntuali e tutti della medesima intensità -, che poggia sostanzialmente su due cardini principali:
- riconoscere l'azione dello Spirito Santo nella vita personale di ogni creatura e negli avvenimenti sociali da parte degli uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, perché «in Lui e per mezzo di Lui tutto si compie nei secoli eterni in cielo e in terra»; e perché «è per lo stesso Spirito, che tutto sostiene e governa, che le cose visibili e invisibili continuano ad esistere»;
- costruire un Tempio allo Spirito Santo.
La prima richiesta di Gesù - umanamente parlando la prima condizione - non desta invero alcuna incertezza o titubanza per il suo carattere spiccatamente spirituale e religioso, e soprattutto per il giusto fine che persegue, fine che ogni buon credente non può davvero passare sotto silenzio.
Ma non si può negare che la seconda richiesta di Gesù permette di scoprire a primo acchito e in più di una persona, anche credente, una qualche perplessità, uno stato di onesto riserbo, non fosse altro che per la riflessione che certamente non mancano chiese o templi in cui è possibile onorare lo Spirito Santo.
Perplessità, fino al punto di trasformarsi addirittura in timori e resistenza, che non risparmiarono, del resto, neppure M. Carolina e P. David, perché li mantennero per qualche tempo in una specie di stordimento e di incertezza che non li lasciarono liberi nella loro azione, e che svanirono solamente quando Gesù parlò a M. Carolina, dicendole: «Tu fai quanto ti domando, poi lascia fare a me... e le cose si concluderanno secondo le mie vie... Credi sulla mia parola... Non saprò io compiere meraviglie con la potenza del mio Amore?» (19-12-1987).
E, inoltre: «Non sono io la guida dei tuoi passi? Stattene tranquilla... poiché l'Opera è mia e non delle creature... e tutto quindi è guidato dalla Potenza del mio Spirito» (11-1-1988). «E, poiché la mia Opera è grande, tale io la voglio... E solo se tutto mirerà al conseguimento di questo grande ideale, la presente epoca tramanderà al futuro il grande evento della nuova Era dello Spirito Santo» (31-12-1988).
continua...
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