Il messaggio di Gesù alla Chiesa
a cura del Consiglio Direttivo dell'Associazione Laicale
Siamo ormai giunti al terzo appuntamento con questa breve rilettura, di quanto Gesù desidera dalla Chiesa, per la glorificazione dello Spirito Santo e la salvezza delle anime. Ricordiamo che, per chi volesse approfondire più in dettaglio la storia dell'Opera, può richiederci il libro biografico di Madre Carolina.
Per capire al meglio la particolare importanza che Gesù assegna alla richiesta di costruire il Tempio, allora, è bene prendere in considerazione la successione ordinata e continua degli annunci di Gesù a Madre Carolina, nei quali la richiesta della costruzione del sacro edificio cresce di messaggio in messaggio tanto appassionatamente.
Sono tanti, e, nell'impossibilità di prenderli in considerazione tutti, ne abbiamo scelto alcuni tra i più significativi, diversi dei quali inediti, per una comune rilettura e un'attenta considerazione: «Lo Spirito Santo [...] discenderà e prenderà stabile dimora in quel sacro Tempio, per donare luce e grazia a tutti quelli che lo visiteranno e diventerà il centro d'irradiazione del culto che gli è dovuto» (24-12-1971).
«Ti confermo quanto ti ho detto, come stabilito nel piano delle mie vie: Io desidero che il Tempio venga costruito» (24-6-1974).
«Si ponga mano alla costruzione del Tempio... dove Io desidero che sia pure onorata la Santissima Vergine, Sposa dilettissima dello Spirito Santo» (26-10-1974). «Io desidero che sia onorata con il glorioso titolo di Madre del Divin Verbo» (12-9-1969).
«Nessuno mai si sarebbe inventato di costruire un Tempio tale, perché tempio dello Spirito Santo è tutto l'universo... e ogni cuore dell'uomo è pure tempio del Divino Spirito. Ma per la mentalità dell'uomo di oggi, a cui più nulla fa breccia, diventa necessario che si ricorra ad un modo che evidentemente ne manifesti la presenza. Ed è per questo che già da tempo sto attendendolo [...] e ancora lo ripeto: È proprio mio desiderio che venga costruito questo Tempio, affinché diventi punto di attrazione per i cuori degli uomini e monumento di lode e di gloria a Dio dal secondo al terzo millennio» (20-5-1988).
«Quest'Opera è destinata a tramandare lungo i secoli il ricordo dell'omaggio della presente società che, pur decaduta e stretta da tanti errori, ha saputo innalzare questo monumento all'Eterno Divino Spirito d'Amore a gloria di Dio, a luce della Chiesa, e a salvezza di tante anime» (30-8-1988).
Perché Gesù definisce il Tempio un monumento, ci possiamo domandare. Prendendo il vocabolario si legge che nel campo lessicale, con questa parola, viene indicata una struttura architettonica che si distingue per l'imponenza delle proporzioni, la grandiosità dello stile, la ricchezza degli ornamenti, e che è destinata a ricordare un fatto storico di eccezionale importanza.
Viene allora in mente un altro messaggio, quello del 31-12-1988, nel quale Gesù dice a Madre Carolina: «[...] poiché la mia Opera è grande, tale Io la voglio».
I disegni e i tempi di Dio non sono certamente quelli degli uomini, e, perciò, non possiamo non prestare la massima attenzione al messaggio del 12 maggio 1988: «[...] un giorno verrà che finalmente si potrà celebrare la gloriosa vittoria con il trionfo su tutte le difficoltà... e superate tutte le malefiche battaglie del nemico infernale... si potrà esclamare: Oh! Veramente questa è tutta opera di Dio!».
Lo aveva manifestato apertamente e fatto capire in tutte le maniere nei messaggi precedenti, ma il 14 giugno 1966, Gesù erompe, con l'intensità di un ammonimento, in una invocazione che è emblematicamente la sostanza di tutti gli annunci rivolti a Madre Carolina per la realizzazione del piano di salvezza che Dio vuol mettere in atto in questo tempo come tentativo estremo per ritrarre l'umanità dalla rovina in cui è precipitata: «È l'amore per gli uomini che mi ha spinto a questo. Aiutatemi a salvarli... sono opera del Padre mio. Tutto si deve tentare per raggiungerli... Aiutatemi a salvare anime... voi, miei intimi, che potete comprendermi di più». È il grido d'amore che Gesù continuerà a pronunciare in tutti i messaggi.
Colui che ha pronunciato queste parole è Dio, un Dio che potrebbe fare tutto da solo, ma che per una sua misteriosa strategia non vuole altre braccia, non vuole altre menti, non vuole altri cuori che quelli delle sue creature, per compiere i suoi disegni d'amore per l'umanità.
continua...
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