La «Voce» che ha parlato alla Povera Anima:
le locuzioni interiori

di P. Wassim Salman, Teologo

 La Povera Anima, M. Carolina Venturella, in un ritiro delle ultime settimane di dicembre 1963, annota che: «Dominata da una forza superiore e favorita da inspiegabili lumi e attrazioni, l'anima, in preda a forti e misteriose sofferenze, specialmente durante la S. Messa e S. Comunione (però anche in altri tempi) comincia a ricevere certe impressioni intime, così chiare e precise, da paragonarle ad una vera voce che si comprende benissimo». Cosa le stava succedendo?
 Gesù Cristo è la pienezza della Rivelazione, in cui Dio ha manifestato la pienezza della sua verità e del suo disegno salvifico. Però il Dio cristiano personale che si è fatto uomo per poter comunicare con noi e salvarci, interviene incessantemente nella storia umana e soprattutto nella vita delle anime che lo cercano con tutto il cuore.
Cercheremo di illustrare brevemente quei particolari interventi soprannaturali che vanno sotto il nome di locuzioni interiori. Infatti, numerosi mistici, santi e uomini di Dio hanno goduto di questo dono; basta leggere le opere di S. Teresa di Gesù e quelle di S. Giovanni della Croce per vedere attraverso la loro esperienza intima col Signore, la presenza di questo dono. Nelle locuzioni interiori l'orecchio non sente nulla, le parole del Signore tuttavia si percepiscono molto chiaramente nell'intimo dell'uomo. Le locuzioni interiori di natura spirituale sono di tre tipi: successive, formali e sostanziali.
 Le locuzioni successive sono parole e ragionamenti che lo spirito dell'uomo forma sotto l'azione dello Spirito Santo: lo spirito trascorre da una verità all'altra formando parole e ragioni molto ben fatte con tanta facilità; la ragione scopre verità sconosciute che non potrebbe mai produrre da sé senza l'aiuto dello Spirito Santo. Si formano quindi, nell'intimo, concetti successivi illuminati dallo Spirito divino che si fa maestro dell'anima. In questo caso, però, non si tratta di frasi o espressioni precise dette dal Signore, ma sono piuttosto ispirazioni.
 Le locuzioni formali, invece, che ci interessano di più, sono quelle parole che lo spirito riceve dal Signore per via soprannaturale senza l'intervento di alcun senso. Giovanni della Croce le chiama formali perché dette dal Signore formalmente allo spirito umano; esse succedono quando la persona non pensa assolutamente a quanto le si dice. Possono essere ben formulate linguisticamente o meno, in ogni caso il Signore cerca di comunicare all'anima la sua verità salvifica con un linguaggio comprensibile. In quanto sono parole ed opere, rendono l'anima pronta in ciò che le viene comandato.
 Il terzo tipo sono le locuzioni interiori sostanziali, le quali sono simili a quelle formali riguardo la modalità in cui succedono e sono distinte in quanto s'imprimono nell'anima, vengono dette allo spirito e producono il loro contenuto. Per esempio Dio dice all'anima: «Amami» ed essa sente immediatamente in sé uno slancio d'amore divino; oppure: «Non temere» ed essa subito sperimenta nel cuore grande coraggio e tranquillità. Dio dice queste parole all'anima perché vuole agire in lei, e unirsi con lei.
 Le locuzioni non procedono solo da Dio, ma possono provenire pure dal demonio o dalla propria immaginazione. Tuttavia ci sono segni per riconoscere la loro origine, soprattutto dalla loro conformità alla Scrittura e al Magistero della Chiesa. Per evitare qualsiasi confusione, è necessario manifestare queste parole ad un direttore spirituale prudente, saggio e ponderato, altrimenti sarebbe meglio non farne parola ad alcuno, perché l'anima potrebbe trovare facilmente chi la confonde piuttosto che edificarla, in quanto non è dato a tutti di guidare le anime. Sant'Ignazio di Loyola dice che le rivelazioni private e le consolazioni spirituali «devono essere molto bene esaminate, prima che si dia loro intero credito e si pongano in pratica».
 S. Teresa di Gesù indica comunque alcuni criteri per riconoscere le parole che il Signore dice nell'intimo dell'anima:
Le parole che vengono da Dio sono operanti nell'anima; nel caso di aridità e di tristezza, ad esempio, basta sentire una di queste parole perché l'anima si ritrovi immediatamente nella pace e nella tranquillità dato che il Signore stesso dice: «Sono io, non temere». Queste parole sono dunque parole e opere che cambiano in un istante le disposizioni dell'anima: essa percepisce una mano che le toglie tutti i suoi mali. Le parole divine generano umiltà, carità, mortificazione, santa semplicità e silenzio. Il segno della presenza dello Spirito Santo nell'anima è l'amore umile suscitato per il Signore e per il prossimo.
Le locuzioni autentiche sono brevi, tuttavia le poche parole che riceve l'anima portano un senso molto profondo e danno luce per capire con semplicità tante cose.
L'anima rimane in un devoto raccoglimento e in una disposizione a lodare Dio.
Queste parole sono indimenticabili a differenza delle parole di sapienza umana che, nonostante il loro valore, si dimenticano dopo un certo tempo.
Il Signore pronuncia le sue parole in un modo chiaro e completo senza poter toglierne nemmeno una sillaba; talvolta sono udite all'improvviso, anche in mezzo ad una conversazione, e rivelano realtà mai pensate.
 Invece quando queste parole vengono dall'immaginazione non hanno alcuno di questi segni, non la certezza, non la pace e non il gaudio interiore. E chi ha grande esperienza - continua S. Teresa - non potrà mai scambiare o confondere le parole di Dio con quelle dell'immaginazione. Le parole che vengono dal demonio producono infatti cattivi effetti nell'anima: timore, spavento, vanità e superbia. Pure S. Teresa di Gesù ha udito queste parole del demonio due o tre volte durante la sua vita, ma il Signore le ha fatto capire di chi erano...
 Oltre questi criteri, il direttore spirituale rimane necessario per discernere quello che proviene da Dio da quello che viene dall'anima stessa. Infine, le locuzioni interiori fanno parte delle rivelazioni private le quali non si impongono alla fede dei cristiani e nemmeno sono necessarie per la salvezza (anche se approvate dall'autorità ecclesiastica); Dio, infatti, ha manifestato in pienezza la sua volontà salvifica in Gesù Cristo.