«Dalla bocca dei bambini
s'innalza la tua lode, Signore»

Volentieri accogliamo la proposta di pubblicare questo tema sullo Spirito Santo composto da un ragazzo della provincia di Varese. Ma lasciamo la parola alla sua insegnante di religione.

Carissimi Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo, desidero mandarvi un tema sullo Spirito Santo, scritto da un mio alunno di 12 anni, Monfrini Riccardo di Fagnano Olona (Va), che si è classificato primo (tra i ragazzi della scuola secondaria di primo grado) al 34° Concorso organizzato dall'Arciconfraternita di Sant'Antonio di Padova. La premiazione è avvenuta in forma solenne a Padova domenica 18 maggio 2008. Ora il suo tema, in originale, è dal Papa Benedetto XVI, insieme agli altri due temi vincitori (uno per la scuola primaria ed uno per la secondaria di secondo grado).
 Il titolo del tema è: «Avrete forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di voi e mi sarete testimoni (At. 1,8). Chi è per me lo Spirito Santo?».
 Ve lo mando a gloria del Divino Spirito. Sono certa che vi farà piacere leggerlo perché è una bella testimonianza di fede e di amore verso lo Spirito Santo. Se vi fa piacere potete pubblicarlo. Uniti nell'Unico Divino Spirito. L'insegnante di religione Maria Grazia.

 «A scuola, durante l'ora di religione, a catechismo, dalle omelie ascoltate durante la S. Messa ho appreso che lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità, che scende su di noi prima di tutto il giorno del Battesimo, rendendoci figli di Dio, poi con il sacramento della Cresima, quando siamo ormai consapevoli di ciò che comporta, per diventare testimoni e soldati di Gesù Cristo. Per renderci pronti a questo arduo compito ci arricchisce con i suoi sette doni: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio. Da questi doni scaturiscono nove ricchi frutti: Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Fedeltà, Mitezza, Dominio di sé. Questi doni, durante la Pentecoste, trasformarono gli apostoli rendendoli capaci di parlare molte lingue e coraggiosi a sufficienza per uscire dal Cenacolo, dove stavano rinchiusi per paura, per poter testimoniare nel mondo la Buona Novella.
 Anticamente per greci e romani la parola spiritus indicava il "respiro", l'"alito". Soltanto più tardi il termine assunse il significato di spirito divino. Le popolazioni barbare, venute a contatto col cattolicesimo dal III sec. D. C. non avevano un vocabolo che indicasse lo stesso concetto. Il loro lessico conteneva termini adatti ad indicare la "forza vitale", la "capacità intellettiva" e la "forza istintiva", ed essi sentirono il bisogno di aggiungerne uno nuovo per indicare una forza che a loro appariva ancora più potente e sfuggente, che permetteva all'uomo di intuire l'essenza della vita. Queste conoscenze mi hanno fatto subito pensare alla ventina di missionari ricordati durante l'ultima Giornata Missionaria per aver perso la vita seguendo l'esempio degli Apostoli. Anche oggi come in passato seguire l'esempio di Cristo significa essere pronti a donare come Lui la propria vita. Questo spiega la mia scelta di parole forti quali "soldati di Gesù" e "coraggio" di affrontare il mondo; infatti oggi, come duemila anni fa, professare e diffondere la propria fede è arduo compito.
 Ma per un bambino come me in un paese cattolico che cosa significa essere testimoni di Cristo? Comporta veramente qualche difficoltà? La risposta è indubbiamente sì. Già non è scontato che dopo la cresima i nove Frutti germoglino pienamente: devono essere ben coltivati e costantemente nutriti. Automaticamente, una persona manifestamente dotata delle nove qualità è una buona propaganda al Messaggio e diventa un testimone credibile. Concretamente l'unico impegno da me preso fino ad ora è quello di fare il chierichetto con serietà ed impegno, rispettando i miei turni, anche quelli scomodi. Non arrossisco quando alcuni miei coetanei mi criticano perché vado ancora con costanza al catechismo. Per quando riguarda il Dominio di sé non reagisco in maniera sfacciata quando un animatore del mio oratorio, la domenica pomeriggio, mi prende in giro perché cammino male (sono nato con una diparesi spastica e anche scrivere a mano tutto questo tema per me è un grosso impegno!). Non mi rammarico mai per non essere atleticamente dotato come tanti miei coetanei. Per fare il mio dovere scolastico non chiedo pietà ai miei insegnanti ma trovo strategie che mi permettano di assolvere i miei compiti, come per esempio l'esecuzione delle tavole di educazione tecnica, dignitosamente. Per concludere con il sorriso sulle labbra narro un paio di episodi in cui, secondo mia sorella, lo Spirito Santo ha avuto una gran parte: durante il mio primo turno da chierichetto ho inciampato in una tunica troppo lunga e sono rotolato lungo i venti scalini di acuminato granito che portano dal guardaroba alla sacrestia, arrivando in fondo incredibilmente illeso. Spesso tra le mie mani le ampolline di vetro traballano pericolosamente ma fino ad ora non sono mai cadute. Non sono così presuntuoso da pensare che lo Spirito Santo si sia scomodato per queste piccolezze ma sicuramente almeno un'occhiatina me l'ha data. Che sia Lui a sorreggermi anche quando mi rialzo dalla genuflessione e quando salgo i gradini dell'altare senza tenermi al corrimano perché ho le mani occupate?...
 In conclusione lo Spirito Santo è un amico intimo e vero che fa molto per noi».