Pentecoste 2009: gli esercizi spirituali

 Anche quest'anno gli esercizi spirituali in preparazione alla Pentecoste sono stati molto intensi, vissuti con fervore e raccoglimento da tutti i partecipanti. Diversi nuovi volti, altri già conosciuti e abituali frequentatori dei nostri appuntamenti annuali, ma uno spirito di partecipazione diverso: più impegno personale, più silenzio, più disponibilità, hanno fatto sì che le giornate scorressero serene e con frutto. L'impostazione degli esercizi è stata leggermente diversa dagli anni passati, avendo inserito la catechesi pomeridiana nel cenacolo di preghiera realizzato in modo nuovo e a lungo sperimentato durante l'anno con i vari gruppi di pellegrini.
 Per la veglia di Pentecoste ci siamo poi spostati nella Cattedrale di S. Agapito, dove molti giovani hanno animato la celebrazione presieduta dal Vescovo di Palestrina, Mons. Domenico Sigalini. La S. Messa di Pentecoste, sempre presieduta dal Vescovo ma al nostro Centro, è stata celebrata alle 12.30 nel giardino antistante la Casa alla presenza di tante persone che si sono aggiunte a quelle già presenti per gli esercizi. Riportiamo integralmente l'omelia di Mons. Domenico:
«Ci sono giornate in cui si ha il morale ai tacchi, in cui senti di non avere energia per affrontare le cose di tutti i giorni. Depressione, la chiamano i medici e sono sempre di più coloro che ne soffrono, che vedono svanire ogni energia dalla loro vita, che non trovano motivi per alzarsi la mattina. Quello che ieri era grinta, oggi diventa rabbia contro se stessi e impazienza verso tutti. Si pensa che sia solo malattia, da curare con psicofarmaci, o ricostituenti, ma spesso è mancanza di vita interiore, di rapporto con Dio, di preghiera, di consapevolezza di sentirci nelle mani di Dio e di avere una missione da compiere. Non è sempre e solo depressione insomma, ma vuoto interiore, mancanza di ragioni per vivere, forza interiore.
 Non dovevano essere molto diversi gli apostoli dopo la grande sofferenza e la grande sconfitta della croce. Il popolo aveva intentato un processo a Gesù, gli aveva preferito Barabba, l'aveva mandato a morte. I primi sconfitti erano loro. Gesù era risorto, ma la forza nuova di affrontare la vita da soli ancora non si manifestava. E Gesù la promette e la manda loro. Verrà il Paraclito, la forza, il conforto, l'energia vera, la grazia, la nuova presenza intima di Dio in ogni vita. Colui che aiuterà a cambiare testa, a misurarsi con verità su ogni parola di Gesù, a sentirlo dentro come fuoco d'amore. Il peggio non è ancora passato, perché ora quello che hanno fatto a me lo faranno anche a voi. Anche voi sarete messi a morte nella convinzione di fare piacere a Dio, mio Padre. Vi isoleranno, vi cacceranno, vi scardineranno dalla vostra stessa identità. Non vi lascio soli: con voi ci sarà sempre lo Spirito.
 E la storia dei cristiani non è storia di kamikaze, ma di martiri, di testimoni che rispondono a ogni sorta di tormenti con cui i carnefici si divertono, con il sorriso, con il perdono, con la preghiera, senza rabbia. Hanno avuto una grinta interiore che non si sarebbero mai immaginati di poter avere. Dio ama i suoi figli e non li lascia soli.
 Con lo Spirito nasce la speranza che è la prima cura contro la depressione spirituale e lo scoraggiamento. È un dono di Dio guardare alla vita ogni giorno che ti alzi con desiderio di vivere, con gioia di ricominciare, con uno sguardo buono su quelli che incontriamo, con un atteggiamento di accoglienza con tutti.
 D'ora in avanti è lo Spirito che costruisce la nostra vita interiore che ricarica le batterie per poter comunicare con tutti. Il nostro cellulare è scarico, la nostra comunicazione non raggiunge nessuno, perché è solo mostra di noi stessi, non è ascolto, attenzione, amicizia, ma sopraffazione.
 È lo Spirito che ci fa capire che scelte fondamentali fare nella vita. È con Lui che dobbiamo fare discernimento, è Lui che vi condurrà alla verità intera, non permetterà che siate schegge impazzite di qualche fissazione.
 È lo Spirito che ci convincerà di peccato, che ci aiuterà a leggere nei nostri comportamenti la grande distanza dall'amore di Dio, dal suo evangelo e ci aiuterà a rileggerlo, a capirlo, a meravigliarci della sua bellezza e della luce che ci dona. È lo Spirito la nuova legge, non più scritta su tavole di pietra, ma definita nel cuore di ciascuno, nella coscienza.
 Il completamento della legge del Sinai, non sono le beatitudini, ma la Pentecoste, lo Spirito Santo. Questo ci dà una grande libertà, ma anche una grande responsabilità. Nessuno ha la soluzione della vita in tasca, ma ha la luce e la forza per cercarla continuamente».

 Concludiamo ricordandovi l'appuntamento di agosto (17-21) e vi aspettiamo numerosi per vivere ancora momenti di crescita spirituale e di agape fraterna!