«Egli vi battezzerà in Spirito Santo»
di Don Luciano Sole, biblista

 Giovanni annuncia «un battesimo di conversione per il perdono dei peccati» (Mc 1,4). In qualità di banditore mandato da Dio, predica il battesimo quale offerta divina da accogliere. Con il suo proclama invita gli uomini a questo gesto concreto, non chiesto come semplice lavacro, ma come un atto che produce un cambiamento di vita in rapporto a Dio. Dalla richiesta di Giovanni traspare la volontà divina che offre agli uomini la possibilità di una nuova esistenza, caratterizzata dalla comunione con il Signore, di cui non sono descritte le connotazioni precise, ma in cui si intravede l’avvento di una realtà totalmente rinnovatrice.

Non tutto con l’immersione nell’acqua. Giovanni svolge la funzione specifica di predisporre gli animi all’arrivo del personaggio per il quale si attua la sua missione. Si tratta ancora di un tempo anticipatore e preliminare, le cui avvisaglie però sono altamente promettenti, anche per l’imminenza di colui che sta per sopraggiungere: «Dopo di me viene uno...» (Mc 1,7).
 Le parole del precursore sono rivolte ad ogni uomo sceso da lui per sottoporsi al lavaggio nelle acque fresche e scorrevoli del Giordano. Quanto egli afferma può essere così parafrasato: «Io vi ho soltanto immerso in un elemento naturale quale è l’acqua che vi bagna il corpo; vi ho accompagnato al fiume affinché il lavacro esprima e generi un’autentica purificazione dai peccati. Un’altra persona, ben “più forte di me” (v. 7), farà il resto, battezzandovi non con una sostanza terrena, ma per mezzo di colui che scende dal cielo, lo Spirito Santo».
 L’intento di Giovanni Battista è quello di far capire a ciascun individuo, emerso dal fiume dopo essersi totalmente immerso, che sta per arrivare subito dopo di lui un personaggio che prenderà gli uomini, già battezzati con acqua, per immergerli nello Spirito Santo. Pertanto ogni uomo, giunto da Giovanni per sottoporsi ad un cammino di conversione, nel momento in cui emerge dall’acqua viene sollecitato ad attendere ciò che avverrà in seguito. Per l’individuo lavato dall’acqua non tutto è terminato nel momento in cui esce. Non solo deve intraprendere uno stile di vita caratterizzato dalla perseveranza nella conversione, ma è pressato ad accogliere un’altra azione ben più radicale e profonda, quella che sarebbe stata attuata dal Messia.

L’attesa di un altro battesimo. Le parole che il Battista proclama ai suoi uditori rimarcano la continuità e insieme la differenza e superiorità tra i due battesimi, quello del Battista, che termina nel momento in cui l’uomo esce dall’acqua, e quello che ancora non è iniziato, ma sta per effettuarsi.
 Giovanni specifica l’attività di colui che sta per venire, dicendo che «battezzerà in Spirito Santo». Il precursore immerge gli uomini nel fiume Giordano, purificandoli per mezzo dell’acqua; l’altro, che sta per arrivare e al quale il Battista non è degno di chinarsi per sciogliere i legacci dei sandali (v. 7), immetterà gli uomini nell’azione purificatrice e rigeneratrice dello Spirito.
 Si tratta di un’opera molto più radicale e totalizzante, prodotta dallo Spirito Santo, lo Spirito divino, che agisce e interviene attraverso Cristo. Solo costui e non Giovanni possiede la medesima energia e santità di Dio, potendo produrre opere veramente sovrumane. Nell’Antico Testamento si fa accenno ad alcuni uomini condotti dallo Spirito per compiere azioni particolari, ma di nessuno si dice che disponesse dello Spirito fino ad esserne il dispensatore. Solo di Cristo si afferma questo.

L’attività propria di Gesù. “Battezzare in Spirito Santo” è una espressione dove lo Spirito non viene visto come un dono che Gesù offrirà in un momento particolare della sua vita. Al contrario la frase riassume tutta l’attività messianica di Gesù, specificandola come un’operosità nello Spirito Santo. L’espressione pertanto non va ridotta ad un’azione puntale, come per esempio l’effusione dello Spirito a pentecoste o in altre occasioni.
 Facendo richiamo con il ministero del precursore (battezzava nell’acqua), l’espressione designa globalmente tutta la missione di Gesù, che sarebbe stata per gli uomini un battesimo nello Spirito Santo. Come Giovanni usa il mezzo dell’acqua per immergervi gli uomini, così Gesù userà lo Spirito come mezzo per immergervi le creature umane.
 Pertanto solo stando vicino a Gesù in atteggiamento accogliente, solo credendo alle sue parole circa l’avvento del regno di Dio, solo sottoponendosi alle sue parole illuminatrici e alle sue azioni liberatrici, solo rimanendo fermi e perseveranti in tutto il percorso intrapreso dal Maestro, compresa la morte con la risurrezione, il discepolo viene totalmente immerso in ciò che egli non possiede naturalmente, ma promana da Dio per mezzo di Cristo, cioè lo Spirito Santo.

La possibilità di accogliere lo Spirito. Gesù è consacrato dallo Spirito in vista della missione da compiere. Per questo agisce nella forza che viene dal cielo, libera gli ossessi con la presenza dello Spirito che abita in lui per dare ad essi l’affrancamento da forze demoniache, guarisce gli ammalati con parole autorevoli, perdona i peccatori con sensibilità amorosa, parla con efficacia perché in lui opera la potenza divina.
 Tuttavia l’opera di Cristo non si ferma a questo, ma va molto più in profondità. Altrimenti si avrebbe un’incompletezza nella trasformazione degli uomini, i quali, pur toccati da gesti di amore, non possiedono lo stesso Spirito di Gesù.
 Occorre pertanto che lo Spirito, presente in Cristo, raggiunga gli uomini, li avvolga, li bagni con la sua grazia perché siano totalmente rinnovati, resi figli di Dio nel Figlio unigenito, irrorati continuamente dalla sua grazia, illuminati da quella verità che viene dal cielo e non dalla terra. Solo così essi potranno pensare secondo Dio e non secondo gli uomini, agire con determinazione e forza, seguire con coraggio il loro Maestro attraverso strade che solo lo Spirito conosce e sulle quali conduce.
 Se tutta la vita di Cristo è una continua docilità allo Spirito, solo coloro che lo possiedono potranno seguirlo e imitarlo. Ma questo è possibile solo se anch’essi sono immersi nello Spirito, totalmente avvolti da lui, battezzati non nelle acque di un fiume terreno quale il Giordano, ma nelle acque purificatrici e santificatrici dello Spirito.