| La Professione Solenne di due fratelli della Comunità dei Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo Domenica 20 settembre 2009 alle ore 19 presso la Cattedrale di Sant’Agapito martire in Palestrina, il Vescovo Mons. Domenico Sigalini ha accolto la Professione Solenne dei voti di castità, povertà e obbedienza di fr. Benedetto Torsi e fr. Vincenzo Di Stefano, della Comunità dei Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo. Siamo profondamente grati al Signore per averceli donati, conducendoli a questo giorno. Ascoltiamo da loro qualche parola che riassume il cammino percorso. Fr. Benedetto: «Sono entrato nella Comunità dei Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo nel 2002, dopo un periodo di discernimento con il mio padre spirituale per cercare di capire cosa il Signore mi stava chiedendo. Dopo un primo incontro nel 2001 con il Superiore di allora (P. Giovanni Centamore) ho trascorso un anno intero a meditare sui messaggi di Gesù dati a Madre Carolina e mi sono accorto che il centro della vita cristiana è l’Amore al quale io desideravo e desidero arrivare. Così, dopo il periodo di probandato, seguito dal noviziato di un anno, ho fatto la Prima Professione dei voti nel 2004. Durante lo juniorato sono stato inserito, per la preparazione al sacerdozio, presso il seminario teologico delle diocesi del Lazio sud che si trova nella città di Anagni (Frosinone), dove ho completato gli studi di teologia. Infine, raggiunta la necessaria consapevolezza e certezza sulla chiamata del Signore, è arrivato il giorno del «Sì» definitivo, espressione di totalità di tutta la mia persona e per tutta l’esistenza, mediante la Professione Solenne dei voti di castità, povertà e obbedienza. I Consigli evangelici configurano la persona che li abbraccia a Gesù Cristo che visse un amore totale nella donazione di sé al Padre e ai fratelli; ed inoltre costituisce una profezia del Regno futuro: proprio per questo ho scelto il nome di fr. Benedetto Maria Assunta in Cielo, per ricordare a me stesso e agli altri il nostro comune destino». Fr. Vincenzo: «Fin da bambino ho sentito dentro di me un fascino per la vita religiosa ma, essendo orfano di padre, temevo di lasciare mia madre sola. Quando però le manifestai il mio desiderio, ella non si oppose anzi mi incoraggiò, cosa che mi riempì il cuore di una grande gioia. Così iniziai il mio cammino sulle orme di Gesù: dopo alcune esperienze in altre comunità religiose, sono entrato tra i Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo. Qui ho iniziato l’iter formativo che mi ha portato finalmente alla Professione Solenne, insieme a fr. Benedetto. Sono molto grato al Signore per la fiducia che ha riposto in me e spero di non deluderlo. La vita religiosa significa vivere una vita intima con il Signore accettando tutte le prove e le difficoltà che essa comporta, ma anche le gioie autentiche che Dio dona ai suoi figli prediletti. La vocazione alla vita consacrata è un grande dono di Dio alla Chiesa ed auspico che, nonostante il diffondersi di una certa cultura avversa, trovi sempre uomini e donne disponibili». |