COLLOQUIO CON I LETTORI
a cura delle Famiglie Religiose Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo |
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Domenica 29 aprile 2007, in occasione dell’annuale assemblea dei delegati regionali presso il Centro di Palestrina, assorto nei miei tristi pensieri (poche settimane prima, mia figlia Sara, che era in attesa del secondo figlio, dopo visite ed esami relativi alla gravidanza, era venuta a conoscenza che il nascituro avrebbe sicuramente avuto gravi problemi fisici e temeva di non essere preparata ad affrontarli) stavo pregando nella Cappella presso la costruzione del futuro Tempio quando mi incontrai con P. Columbier della Congregazione di S. Margherita Alacoque e con la suora accompagnatrice ed interprete. Li informai del mio stato d’animo e della causa ed essi si offrirono di pregare.
Dopo aver pregato, la suora mi si avvicinò e mi rassicurò che il bambino sarebbe nato senza alcun problema: devo confessare che ero un po’ scettico, perché pensavo che la suora volesse rincuorarmi. Invece la suora aveva ragione: quando tornai a casa, seppi che proprio in quei giorni Sara aveva rifatto gli esami che la rassicuravano che il nascituro non avrebbe avuto i problemi temuti. Mi vennero in mente le parole rassicuranti della suora, ma nonostante ciò non ero ancora del tutto sicuro.
Il giorno 6 agosto 2007 (ricorrenza della morte del Papa Paolo VI, a cui parenti, parroco e suore del mio paese si erano rivolti) nacque Alessandro, bellissimo, biondo con occhi di un azzurro intenso (io trovo una somiglianza fisica con il Bambinello Gesù) e soprattutto sano. Ora il bambino ha due anni e mangia, gioca, parla, è intelligente: insomma è sano.
Io sono sicuro che c’è stato l’intervento divino dello Spirito Santo a cui la Suora, il P. Columbier ed io ci siamo rivolti, perché solo Dio può fare miracoli e questo è stato il più grande dono che noi avessimo potuto ricevere. Un grazie, nel nome di Cristo, a tutti voi. |
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Nicola |
Ci uniamo alla gioia della vostra famiglia per la nascita di Alessandro e nel ringraziare Dio per la sua buona salute.
Vogliamo cogliere qualche spunto da questo fatto per la nostra riflessione: non è infatti il primo caso in cui viene diagnosticata una qualche malformazione o malattia durante la gravidanza che scompare poi alla nascita. Errori nelle diagnosi? O la nostra scienza che a volte inciampa sui meccanismi troppo complessi della vita? Oppure l’intervento della mano di Dio che viene in soccorso dei suoi figli. Dio infatti è Padre «dal quale ogni paternità prende nome» ci insegna la Chiesa, e quindi con un amore, un’attenzione premurosa, un desiderio per il nostro bene che non ha uguali neppure nel migliore dei padri di questo mondo.
Perché, allora, il dolore degli innocenti? Perché sono i migliori, a volte, a pagare per colpe non loro? E spesso si conclude con la domanda: perché Dio non interviene? Perché permette queste cose?
Attenzione a non dare risposte “preconfezionate”, anche perché in genere chi è travolto dal dolore, di tutto ha bisogno fuorché di frasi fatte. Ma è necessario interrogarsi se alla base del male non ci siano prima di tutto azioni od omissioni dell’uomo, perché molto spesso le tragedie hanno origine, anche se da lontano, proprio da lì. Elevando poi lo sguardo alla dimensione della fede, riconoscere in questi fatti i segni del peccato originale, che ha provocato un’ondata di conseguenze a livello universale: basta scorrere le prime pagine del libro della Genesi per vedere come, dopo il primo peccato, il male dilaghi velocemente falciando anche gli innocenti: è la libertà dell’uomo usata male che produce e induce tutto questo, non Dio.
Elevando ancora di più lo sguardo troviamo, infine, il mistero pasquale, il mistero della morte e della risurrezione di Gesù: il più grande degli innocenti, Dio egli stesso, muore nella più grande ingiustizia e di una morte fra le più atroci inventate dall’uomo. E pensiamo al dolore di Maria, sua madre, nel vedersi ucciso il figlio in quel modo...
Non ci sarebbe risposta al dolore innocente, senza la morte e risurrezione di Gesù, senza la promessa di una vita futura e beata nel Cielo, riaperto dal suo sacrificio, dove non ci sarà più «né lutto, né lamento, né affanno» come è scritto nel libro dell’Apocalisse.
Ricentriamo quindi i nostri desideri e ravviviamo la nostra speranza con un rapporto più frequente con Dio nella preghiera e tutto il resto ci sarà dato in sovrappiù.
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Carissimi, perdonatemi se, tornata a casa dopo gli Esercizi Spirituali di Pentecoste, mi faccio sentire solo ora. Vi assicuro tuttavia che la presenza spirituale è stata sempre lì con voi, specialmente nella preghiera.
Ho ricevuto il pacchetto con i libretti da distribuire divulgandoli sia nella mia Parrocchia sia nelle Chiese da me conosciute. Sono stata ben accolta dai sacerdoti e ho parlato loro della costruzione del Tempio dello Spirito Santo che, dalla iniziale progettazione a Loreto, è ora in fase di realizzazione a Palestrina per volontà di Dio: noi laici cattolici dobbiamo essere partecipi della sua realizzazione attraverso la preghiera e gli aiuti materiali secondo la Provvidenza Divina.
Vi ringrazio tanto e soprattutto ringrazio Dio Padre per avere ricevuto con immensa gioia il tesserino con il quale mi accogliete nella grande Famiglia spirituale come “Discepola e Apostola dello Spirito Santo”. Eccomi, sono pronta ad adempiere gli impegni che l’Associazione richiede, compiendo la pura e sola volontà di Dio. In attesa di vostre notizie vi chiedo preghiere anche per i miei figli. Con affetto. |
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Dora |
Grazie per averci reso partecipi del tuo impegno e del tuo entusiasmo. Speriamo al più presto di potervi dare qualche buona notizia sui lavori. Per questo chiediamo la carità della vostra preghiera e anche per la crescita delle nostre famiglie religiose.
Lo Spirito Santo vi illumini e vi guidi alla pienezza dell’Amore.
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CI SCRIVONO...
Jean
Carissime Famiglie Religiose, vi sto scrivendo dalla Corsica. Facendo pulizia, tra i miei libri ho trovato un volantino “Vieni, Spirito Santo. Formiamo Cenacoli di preghiera”. Allora io sto cercando un libriccino, con canti, letture e preghiere, per formare un gruppo di preghiera. Vorrei pregare con quindici persone: potete dirmi come fare? Uniti nella preghiera allo Spirito Santo con Maria e Gesù. Grazie di cuore.
Francesca
Carissimi, vi chiedo umilmente di far parte dell’Associazione e di impegnarmi a far conoscere, amare e glorificare lo Spirito Santo. Vi domanderete come mai. Ho conosciuto uno strumento di Dio, un’amica che con la sua testimonianza che emana gioia, speranza, amore verso il prossimo, mi ha fatto conoscere l’amore di Dio tramite il Rosario dello Spirito Santo, la preghiera di riparazione e l’adorazione, e soprattutto quanto è semplice e gioioso andare dal Signore. Sono sposata e ho due meravigliosi figli. Mi accorgo che è difficile oggi giorno educare i propri figli, ma quale aiuto più grande c’è dell’aiuto di Dio che ci educa con il suo amore? Vorrei avere timore di offendere il nostro Dio per imparare a rispettarlo e rispettarci l’un l’altro ed essere a mia volta una piccola luce che illumina gioia e amore perché Dio ci ama ed è l’Amore. Cordiali saluti e vi ringrazio fin d’ora delle vostre preghiere e della vostra guida.
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