Reverendissimo Direttore, approfitto della circostanza che mi è offerta oggi per scriverle con urgenza e renderla partecipe che fui un membro esterno di tale benemerita Congregazione e avendo avuto il privilegio di conoscere un grandissimo sacerdote, Padre Giovanni Centamore, il quale ebbe l’incarico di dirigere la Comunità con profonda umiltà e carità.
Nel merito di tale significativa testimonianza è doveroso, da parte mia, dopo alcuni anni dal suo ritorno alla Casa del Padre, ricordare il carisma, i talenti, i doni dello Spirito che egli possedeva e concretizzava nella quotidianità. A tal proposito, la informo che stavo nella Parrocchia di appartenenza in cui si svolgeva un cammino vocazionale finalizzato al sacerdozio, e mentre stavo uscendo dalla chiesa con sorpresa ebbi l’occasione di notare un libretto riguardo al Rosario dello Spirito Santo e, incuriosito, lo presi e leggendolo con tantissima attenzione, e di conseguenza avendo preso visione del contenuto, ritenni opportuno telefonare chiedendone altre copie.
Non mi ricordo precisamente l’anno in cui è avvenuto ciò, forse potrete risalire alla mia iscrizione consultando gli archivi, però mi rispose una gentile signora, la quale prese nota del materiale che desideravo ricevere e in breve tempo mi arrivarono tali opuscoli che distribuii gratuitamente nella Parrocchia con notevole successo, infatti si iniziò a recitare anche il Rosario allo Spirito Santo; in seguito mi arrivò anche il mensile che pubblicate e avendolo visionato attentamente riuscii a notare il nominativo di Padre Giovanni Centamore (al tempo Direttore Responsabile, ndr). Mai avrei pensato di instaurare un profondo rapporto di amicizia e confidenza, e comunque quando dovevo fare un’ordinazione per chiedere il materiale gli scrivevo, e nel contempo apprezzavo la cortesia di rispondermi con bellissime espressioni, e quindi qualche volta, mettendomi in contatto telefonico con la Congregazione, chiesi alla centralinista se potevo avere l’occasione di poterci parlare. A dire il vero mi rispose e capii subito che aveva un grandissimo carisma di comunicatore, di carità e affabilità nel trattare con me; particolarmente mi colpirono immediatamente tali virtù che riusciva a trasmettermi e in alcune circostanze mi furono utili per continuare a coltivare la fede.
Più volte ho avuto modo di colloquiare con Padre Giovanni, il quale non mi negò mai la sua vicinanza spirituale mediante le lettere che mi scriveva e anche io avevo desiderio di poter avvalorare un rapporto confidenziale e fraterno che mi ha sempre accompagnato nei momenti bui e tristi del cammino terreno, quando arrivavano tantissime contrarietà; mi rammento volentieri una sua espressione che usava: «Carissimo Maurizio, coltiviamo quotidianamente la carità: è l’unico modo per concretizzare il Vangelo a beneficio degli altri, non per ricevere meriti, né onore, ma per la gloria di Dio». Sono tante le frasi che egli mi rivolse in diverse circostanze, le quali furono sempre edificanti, e intravvedevo nel suo operato una profonda umiltà, una voce molto suadente e penetrante, una saggezza che evidenziava con molta diplomazia, arrivando alla conclusione di trovarmi davanti ad un sacerdote che cercava di operare per rendere un valido servizio alla Comunità, ma anche a coloro che stavano di fuori. Purtroppo non ebbi mai occasione di poterlo incontrare di persona, data la distanza e gli impegni nella Parrocchia. Una volta mi informò che doveva venire a Caserta per un convegno e immediatamente mi recai sul luogo, però i collaboratori mi dissero che il Direttore si era assentato per problemi di salute.
Successivamente mi rese partecipe della sua malattia che gli impediva di continuare la sua missione in Comunità e tale notizia mi rattristò profondamente, dato che avevo instaurato un rapporto epistolare e telefonico che si prolungava da diversi anni; mi fece arrivare anche l’adesione ai “Discepoli e Apostoli dello Spirito Santo”, ma dopo aver appreso della sua dipartita mediante il mensile che pubblicate, ho considerato giusto interrompere ogni rapporto: forse ciò è derivato per il dolore che aveva segnato nel mio cuore tale evento, ma sono certo che egli avrà ricevuto la giusta ricompensa davanti al Signore, dato che la luce deve stare sopra il moggio per illuminare e non sotto, e il bene, quando viene seminato, alla fine resta sempre anche nel silenzio e nella discrezione e opera per portare frutto a suo tempo.
Le chiedo di leggere attentamente questa testimonianza e, se fosse possibile, pubblicare anche una biografia di Padre Giovanni Centamore, di vero cuore ringraziandola per l’attenzione e salutandola cordialmente. |
La lettera di Maurizio ci riporta indietro, con la memoria, di alcuni anni, quando Padre Giovanni era ancora fra noi. Aveva davvero dei bei talenti, che sicuramente il Signore gli aveva dato per portare avanti la sua missione. Ha fatto tanto per l’Opera dello Spirito Santo, con un impegno che andava dal servizio alle Comunità religiose, all’Oasi Ave Maria di Loreto, alla costruzione del Tempio, al mettere tutta l’attenzione per dare delle solide basi alle diverse nostre realtà. Il Signore, al quale ha dato tutto se stesso senza riserve, e al quale siamo immensamente grati, lo ha certamente accolto nel suo riposo come servo buono e fedele.
Lo Spirito Santo vi illumini e vi guidi alla pienezza dell’Amore.
|