Con lo Spirito Santo dal deserto della Quaresima
alla gioia della Risurrezione

di P.Giovanni Centamore
Febbraio 1997

"Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana, stava con le fiere e gli angeli lo servivano" (Mc 1,12-13).
 I quaranta giorni di prova di Gesù nel deserto hanno portato come frutto la pace di Dio. Il deserto da luogo ostile diventa luogo di vittoria, di pace e di riconciliazione di tutto il creato al punto che le fiere lo temono e gli angeli lo servono. Il Santo Padre all'angelus della seconda domenica di Quaresima rivolgendosi ai fedeli presenti in piazza S.Pietro dice: "La Quaresima è un cammino verso l'alto, è un invito a riscoprire il silenzio parificante e rigenerante della meditazione. E' uno sforzo di purificazione del cuore dal peccato che lo appesantisce". Avendo presente questa bella sintesi, progrediamo nel cammino quaresimale con il fermo proposito di convertirci e vivere in pienezza il Battesimo ricevuto, lasciando la strada fin qui seguita o rettificandola perché la nostra via possa coincidere con la Via che è Gesù di Nazaret. A lui lo Spirito Santo vuole condurci e ci chiede di accogliere docilmente la sua azione santificante vivendo:
 - il silenzio interiore ed esteriore che ci permette di mantenere il colloquio con l'Ospite divino, di percepirne le ispirazioni a compiere il bene, allontanando invece quelle che non provenendo da lui ci porterebbero ad operare il male. Nel silenzio eleviamo la mente e il cuore alla meditazione delle cose celesti e mortifichiamo la lingua che tante volte è causa di caduta nel peccato;
 - la preghiera personale che è incontro con Dio specie quella fatta ai piedi del tebernacolo e quella liturgica-ecclesiale nella quale la presenza e l'azione dello Spirito Santo è pienamente efficace: "Là dove c'è la Chiesa è pure lo Spirito di Dio" (S. Ireneo);
 - i sacramenti, in particolare l'Eucaristia nella quale lo Spirito Santo opera la nostra conformazione a Cristo e la Confessione nella quale Gesù nello Spirito Santo ci ridona la pace della coscienza e ci rinnova nell'amore a Dio e ai fratelli;
 - l'ascolto e la meditazione della Parola con la quale Gesù nel deserto mise in fuga il nemico. Essa ci rende sempre più figli nel Figlio facendoci entrare in un dolce colloquio con Dio, alimentato e guidato dallo Spirito che ci rivela il Padre e il Figlio, ci illumina circa i divini desideri e ci aiuta a viverli;
 - le opere di misericordia e carità che sono occasioni preziose che il Signore ci offre per incontrarlo nel povero, nell'ammalato, nell'indifeso, nel forestiero. Esse ci danno la possibilità di testimoniare concretamente la nostra fede che, come ci ammonisce S.Giacomo apostolo, "se non ha le opere, è morta in se stessa" (2,17), e di amare i fratelli con l'amore di Dio che vive in noi: "amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non l'ha conosciuto, perché Dio è amore" (lGv 4,7-8).
 In questo cammino verso l'alto, lasciamoci guidare dallo Spirito di Dio, non cessiamo mai d'invocarlo con fervore e perseveranza perché è con lui, e mai senza di lui, che riusciremo a vincere le prove e le difficoltà non solo del deserto quaresimale, ma anche del deserto della vita. La sua dolce e delicata presenza ci rende vigilanti e forti nella prova, superata la quale ci riempie il cuore di gioia, ci medica le ferite, ci consola, ci riconferma nella volontà e nella perseveranza.
 Siamo così pronti a celebrare la Pasqua, a passare con Cristo dalla morte alla vita, ad unire al sangue di Cristo il nostro ed avere in dono lo Spirito Santo, che è Spirito di Risurrezione e di vita eterna.