La Pentecoste. L'effusione dello Spirito del Signore.
di P.Filippo Piccioni OFM Capp.
Maggio 1997

Dalla pienezza del Cuore squarciato di Cristo straripa l'effusione dello Spirito che inonda le anime e l'umanità tutta.
 Con grande meraviglia quest'anno, rivivendo i vari brani della Parola di Dio durante la liturgia del tempo pasquale, ho scoperto Gesù Risorto nel paziente e delicato compito di preparare gli apostoli, e quindi la Chiesa di tutti i tempi, a ricevere il dono dello Spirito Santo.
 Con altrettanta meraviglia ho anche notato come nei primi undici capitoli degli Atti degli Apostoli è frequente l'azione dello Spirito Santo (nominato ben 35 volte) nel rendere presente il Signore Gesù Risorto (nominato 42 volte), continuando la sua vita e il suo messaggio attraverso gli apostoli e la Chiesa primitiva.
 E' meraviglioso questo rapporto di amore scambievole: lo Spirito incarna Gesù nella storia, Gesù promette e dona lo Spirito; lo Spirito produce una nuova incarnazione di Gesù nella Chiesa e la conduce verso la grande meta finale: la nostra perfetta comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Le Parole-promessa di Gesù sono molto chiare. Ne prendiamo alcune dal Vangelo di Giovanni. Sarete battezzati nello Spirito Santo (Gv 1,33), vi sarà dato lo Spirito senza misura (3,34), lo Spirito che dà la vita (6,63); perché le mie parole sono Spirito e vita (cfr. Gv 6,63b). Nell'apertura d'anima dell'ultima cena Egli con tenerezza dirà: Quando verrà lo Spirito di verità egli vi guiderà alla verità tutta intera... prenderà del mio e ve lo annuncerà (16,14), non vi lascerò orfani... il Padre vi darà un altro Paraclito, lo Spirito di verità... che vi insegnerà ogni cosa (14,13ss). Anche dopo la risurrezione continuamente insiste a imprimere negli apostoli l'apertura allo Spirito: sarete battezzati nello Spirito Santo tra non molti giorni (Atti 2,37) avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi (Atti 1,8).
 Ma la vera effusione irromperà impetuosa nella Pentecoste, dove gli apostoli, da uomini timidi e paurosi saranno pieni, colmi, fortificati dallo Spirito e, pieni di gioia, testimonieranno la grande verità: Cristo risorto e vivo in mezzo agli uomini. Nell'annuncio della risurrezione gli apostoli testimonieranno appunto che Gesù dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo lo ha effuso come aveva promesso (Atti 2,37). La storia della prima comunità cristiana e l'avventura della Chiesa di tutti i tempi sono la continuazione dei prodigi della Pentecoste.
 Negli scritti di Madre Carolina Venturella il rapporto profondo tra il Signore Gesù e lo Spirito Santo è messo in evidenza in maniera straordinaria, quasi localizzando il punto di incontro nel Cuore di Cristo.
 E' il Cuore squarciato di Cristo che emana la Potenza Divina d'Amore, lo Spirito Santo, come dono a tutti gli uomini. In una delle sue preghiere, tra le più illuminate, la piccola anima così si esprime: "O Divino Spirito, Tu sei un'emanazione degli ineffabili palpiti del Cuore Santissimo di Gesù, Figlio diletto dell'Eterno Padre, nel cui seno tutto si compie. Ma Tu, luce, calore, sostegno, delizia, ne sei il rivelatore... lo straripamento... l'inondazione... Oh, prendi pure l'anima mia, inondala, sommergila tutta in Te... ne ho tanto bisogno. Amen." (18 Marzo 1966).
 In un'altra locuzione Gesù chiede alle anime: "invocate, sollecitate lo Spirito del mio Cuore... e stabilitevi nella dolce dimora della mia presenza in voi". Veramente possiamo affermare che lo Spirito Santo è la pienezza del Cuore di Cristo, un Cuore formato, plasmato, condotto dallo Spirito.
 Credo sia molto importante attualizzare questo connubio di amore e di azione di Gesù e dello Spirito Santo: la storia della Chiesa e di ogni anima è la loro avventura di amore. E' lo Spirito Santo, infatti, che completa nella storia l'opera di Gesù. Lo rende presente nella Chiesa, in ogni comunità, in ogni famiglia, in ogni persona, nei sacramenti, in modo speciale nell'eucaristia. Dove due o più sono riuniti nel mio nome (nel mio amore che è lo Spirito) là sono io in mezzo a loro (Mt 18,20). E' lo Spirito che porta a compimento nella nostra carne la passione e la risurrezione di nostro Signore. E' la sua azione premurosa, materna, paziente che spinge ogni anima a percorrere il cammino di santità fino a riprodurre in sé i lineamenti di Cristo Gesù. E' lo Spirito che, anima di ogni anima e della Chiesa tutta, griderà alla fine dei tempi la gioia dell'atteso trionfo sponsale: Vieni Signore Gesù (Ap. 22,20).
 In un'altra delle sue preghiere Madre Carolina Venturella ci rivela questa azione misteriosa e affascinante dello Spirito: "O eccelso Divino Spirito, soave armonia di amore delle Tre Divine Persone, io ti adoro! A te tutta mi consacro... tu sei il divino fermento nascosto in ogni battezzato... Tu mi sommergi... io Ti adoro! Fa di me quello che vuoi. Deh, parlami del mio Signore Gesù! Mostrami il volto delle sue vie..." (21-5-1966).
 Parlami del mio Signore Gesù! Quanto densa questa preghiera! Se S.Paolo afferma che non possiano pronunciare il nome di Gesù se non nello Spirito quanto più sarà necessaria la sua grazia per poter entrare nel Cuore di Cristo Gesù! Ma negli scritti di Madre Carolina troviamo una promessa ancora più attuale ed estremamente necessaria: la promessa di una nuova Pentecoste come ondata di fuoco di Spirito Santo (5-12-1974) per l'avvento della nuova era dello Spirito.
 Pentecoste 1997. È la data fatidica in cui la promessa di Gesù a Madre Carolina sta trovando l'inizio della sua realizzazione concreta. Quel giorno avremo sul terreno del Tempio le grandi ruspe che daranno inizio alla costruzione del Tempio. Trent'anni di lunga storia, di lunga attesa, di lunghe sofferenze. A noi, discepoli e apostoli dello Spirito Santo, in questo storico passaggio dal secondo al terzo millennio, è data la gioia di vivere questo evento. Avremo gli occhi puntati sulle ruspe, ma il cuore dobbiamo puntarlo sulla Pentecoste, lasciando che venga irrorato coll'effluvio dello Spirito Santo perché la Sua glorificazione in noi e nel mondo rinnovi la faccia della terra e dia inizio alla nuova era, l'era della Potenza Divina d'Amore.