A Gesù nello Spirito per Maria
di P.Giovanni Centamore
Agosto 1997

 L'episodio della samaritana (Gv 4,1-42) ci presenta Gesù che non disdegna di incontrare una prostituta. Si fa bisognoso e mendicante nel tentativo di aprire con lei un dialogo, la incuriosisce, va avanti nel colloquio, gli tocca il cuore, si fa riconoscere e gli viene chiesta "l'acqua che disseta": lo Spirito Santo, il Maestro interiore che disporrà la donna a vedere la sua vita nella verità, ad aprirsi al pentimento, alla conversione e a preparare nel suo cuore una degna dimora per Gesù. Il dono di Dio è per tutti, senza distinzioni fra giudei e samaritani, ricchi e poveri, giusti o peccatori, l'amore di Dio si rivolge a tutti perché "Dio è Amore" (1Gv 4,8). Gesù oggi come allora vuole incontrare l'uomo così come egli è. Gli basta incontrarlo nel suo mondo di idee e situazioni, aprire con lui una relazione di amicizia, di scambio di vita, di reciproca fedeltà nell'amore per donargli la sua stessa vita e portarlo alla pienezza della sua realizzazione: la vita eterna alla quale da sempre l'uomo aspira.
 Gesù vuole rivelare all'uomo la gratuità dell'amore divino, del suo amore. Poniamo tutta la nostra vita sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, egli è libertà e amore, è "Potenza Divina d'Amore" e cerca amore. "E' come il vento che soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va" (Gv 3,8) e se gli apri il cuore ti fa vivere nell'Amore del Padre e del Figlio.
 Nell'incontro con Gesù ciascuno sviluppa la propria vita spirituale in modo personale e unico perché lo Spirito Santo è personalizzante, è un maestro che individualizza la sua azione di guida, di trasformazione e di santificazione.
 E poiché il Paraclito è una sorgente interna al cuore dell'uomo, fa nascere ad una vita nuova: trasferisce nel nostro cuore la vita di Gesù e ne fa penetrare il possesso.
 L'anima toccata dallo Spirito Santo fa come la samaritana che abbandona l'acqua del pozzo di Giacobbe che non appaga le sue aspirazioni, i suoi desideri, che non dà gioia e libertà, e, rompendo con il passato, chiede a Gesù l'acqua viva.
 Come Gesù ha aderito e seguito con fedeltà l'opera dello Spirito Santo realizzandosi umanamente in modo perfetto, così il cristiano nello Spirito Santo possiede pienamente Gesù e raggiunge la pienezza dell'amore e della libertà.
 Se per conformarci a Cristo è necessario vivere nello Spirito la nostra vita cristiana, per possedere lo Spirito Santo dobbiamo avere per madre la Vergine Maria. Il Santo Padre nella catechesi del 28-5-97 "Maria e il dono dello Spirito" dice: "La preghiera di Maria favorisce l'avvento dello Spirito, sollecitandone l'azione nel cuore dei discepoli e nel mondo [...]. I cristiani di tutti i tempi nel lungo e faticoso cammino verso la salvezza, ricorrono spesso alla sua intercessione per ricevere con maggiore abbondanza i doni del Paraclito".
 Ricorriamo di frequente alla ricca e profonda invocazione per ottenere lo Spirito Santo riportata a pag. 8 del nostro libretto "Potenza Divina d'Amore" che, facendoci meditare e vivere i momenti fondamentali del meraviglioso connubio tra lo Spirito Santo e la Vergine Maria, dispone il cuore ad accogliere in pienezza le effusioni e le missioni del Paraclito. La Vergine Assunta risplende in tutto il suo immacolato splendore e invita noi, suoi figli, a volgere la mente e il cuore alle cose del cielo superando le lusinghe di una vita vuota, fatta di frivolezze e di vani piaceri.
 Carissimi, il tempo presente è favorevole all'incontro con Gesù:
 - la Madonna in diversi luoghi della terra, al fine di raggiungere tutti, rivolge il suo materno invito alla preghiera, alla conversione, alla frequenza ai sacramenti. Tantissime anime accogliendo tale invito hanno ritrovato l'unità nella famiglia, la pace, la gioia, la capacità di perdonare e di amare.
 - dopo il Concilio Vaticano II, la Potenza Divina d'Amore opera nella Chiesa in modo particolare, distribuendo doni e carismi che sono diventati ormai esperienza ordinaria come nella Chiesa primitiva, infatti assistiamo oggi alle stesse manifestazioni di allora: profezie, guarigioni, liberazioni.
 - il Giubileo del 2000 e il triennio di preparazione costituiscono un ulteriore momento di grazia, un'opportunità in più che la Chiesa ci offre per andare alla fonte della vita: "Chi ha sete venga a me, e beva" (Gv 7,37).