Il fascino di Teresa di Lisieux
di P.Reginaldo Maranesi
Ottobre 1997

 "Mi offro come vittima d'olocausto al tuo amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza posa, lasciando traboccare nella mia anima i flutti di tenerezza infinita, che sono racchiusi in te, perché io diventi martire del Tuo Amore, o mio Dio!... Possa questo martirio, dopo avermi preparata a comparire davanti a te, farmi infine morire e che la mia anima si slanci senza indugio nell'eterno abbraccio del tuo amore misericordioso. Voglio mio Amato, con ogni battito del mio cuore rinnovarti questa offerta un numero indefinito di volte, fino a quando dissipate le tenebre, potrò ripetere il mio Amore in un Eterno Faccia a Faccia!".
 Prima che termini l'anno centenario della morte di S.Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (1897 - 1997), anche la nostra piccola rivista "POTENZA DIVINA D'AMORE" vuole rendere omaggio a questa grande Santa che ha penetrato profondamente il mistero di "Dio Amore", ha fatto della sua breve vita un canto d'amore, si è offerta vittima all'Amore ed è morta in un'estasi di amore. Su questa Santa si è davvero riversato un "uragano di gloria" (Pio Xl). Nell'introdurre la causa di beatificazione (10 giugno 1914), S.Pio X chiama Teresa "la più grande santa dei tempi moderni". Pio XI - che la sente come la "stella del suo Pontificato" - la proclama "beata" il 24 aprile 1923; due anni dopo, il 29 aprile 1925, la canonizza e la invoca "santa" in una solenne liturgia di gloria e di esultanza di tutto il popolo cristiano. Il 14 dicembre 1927 ancora Pio XI - il Papa delle missioni - la dichiara patrona delle Missioni insieme a S.Francesco Saverio, e vuole che a Lisieux sia innalzata una grande basilica in suo onore. Pio XII unisce Teresa di Gesù Bambino a Giovanna d'Arco come patrona della Francia (3 maggio 1948). Infine il Papa attuale Giovanni Paolo II - già pellegrino a Lisieux il 2 giugno 1980 - proclamerà Teresa di Gesù Bambino, nel primo centenario della morte, "Dottore della Chiesa" il 19 ottobre p.v., giornata mondiale delle missioni.
 Ci domandiamo: come mai questo "uragano di gloria" su questa santa tanto amata dal popolo di Dio? La risposta è semplice, come del resto è stata tanto semplice, umile e nascosta tutta la vita. Teresa ha riscoperto nella Parola di Dio l'essenziale e ha cercato di viverlo fino all'eroismo: "Dio è Amore" e "Nel cuore della Chiesa mia madre, io sarò l'Amore. Così sarò tutto!". Per Teresa la Chiesa è un "corpo mistico", nel cui cuore pulsa lo Spirito Santo. "Compresi - ella scrive - che la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall'amore, capii che solo l'amore spinge all'azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il Vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue... L'amore abbraccia in sé tutte le vocazioni... L'amore è tutto... l'amore è eterno. Allora con somma gioia ed estasi dell'animo gridai: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione è l'amore!".
 Per raggiungere la pienezza dell'amore, Teresa scopre, ancora nella Parola di Dio, la via regale: quella dell'umiltà e della confidenza illimitata. "Se qualcuno è piccolo, venga a me". "Se non vi convertite e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18,3). "Quello che piace a Gesù - scrive la santa - è di vedermi amare la mia piccolezza e la mia povertà... Riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi come un bambino nelle braccia del buon Dio...". È solo la confidenza che porta Teresa a dare ad ogni istante il massimo di amore a Dio e alle anime, con la santa audacia dei piccoli... Sfogliare ai piedi di Gesù tanti piccoli fiori... Piccole cose compiute con grande amore... Dire sempre di "sì" e con il sorriso sulle labbra affinché nessuno avverta il suo martirio.
 Leggendo i suoi scritti, si ha l'impressione di un vero "ricamo di amore" molto concreto soprattutto nella carità verso il prossimo e verso le consorelle... Aveva ardente desiderio di salvare tante anime, di irradiare l'amore in ogni angolo della terra, a costo di qualsiasi sacrificio perché "amare è dare tutto, è dare anche se stessi". "Nonostante la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i profeti, i dottori - anche questo desiderio, oggi, è stato esaudito; - ho la vocazione di essere apostolo. Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome, o Gesù, e piantare sul suolo infedele la tua Croce gloriosa... Vorrei essere missionario... Ma vorrei soprattutto, amato mio Salvatore, vorrei versare il mio sangue per te fino all'ultima goccia!".
 Teresa non ha avuto il martirio propriamente detto, ma è stata martire nel cuore e nello spirito e ha seguito lo Sposo Divino fino alla vetta del Calvario. "Vivere d'amore è un darsi smisurato, senza chiedere nulla... senza fare calcoli... Non ho più nulla e la mia sola ricchezza è vivere d'amore".