Lo Spirito Santo anima della vita della Chiesa
e artefice della sua unità

di Mons. Vito Cinti, Vicario Generale della Diocesi di Palestrina
Giugno 1998

 Ogni domenica, durante la celebrazione Eucaristica, la Chiesa ci fa rinnovare la nostra Professione di fede. Dopo aver proclamato le verità che riguardano il Padre e il Figlio, così professiamo la nostra fede nello Spirito Santo: "Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio, con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei Profeti". In questa definizione c'è tutta la nostra fede nello Spirito Santo. Di Lui affermiamo: "E' Signore; dà la vita; ha parlato per mezzo dei profeti". E' il Signore: come il Padre e il Figlio, Persona divina a cui si deve adorazione e gloria. Nella Sacra Scrittura molte e varie sono le immagini con le quali lo Spirito Santo viene paragonato: è vento, tuono, acqua, fervore, carità, amore. Tutte queste immagini ci parlano di vita: parola ebraica "Ruah" viene appunto tradotta con queste espressioni: soffio, respiro, vita. Già nel Vecchio Testamento si parla dello Spirito di Dio che aleggia sulle acque (cfr. Gen 1,2). Si parla di Dio che plasmò l'uomo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e così l'uomo divenne un essere vivente (cfr. Gen 2,7). Si parla dello Spirito di Dio che non solo dà la vita, ma la ricrea e la rigenera: "Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito e rivivrete... Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano" (Ez 37,5.9). San Paolo, dirà: "In Lui viviamo, moriamo e siamo" (cfr. At 17,28). L'opera dello Spirito Santo non si è esaurita nel Vecchio Testamento, ma è cresciuta e si è rafforzata nel Nuovo, sia nella Persona di Gesù, sia nella Chiesa da Lui fondata. Lo Spirito Santo agisce in Gesù e nel Suo messaggio di salvezza.
 Nella Sinagoga di Nazareth, Gesù, presentando se stesso e la Sua missione, dirà: «Lo Spirito del Signore è sopra di Me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotolò il volume e sedette. Gli occhi di tutti nella Sinagoga stavano fissi d su di Lui. Allora cominciò a dire: "Oggi si è compiuta questa parola, che voi avete udito con i vostri orecchi"» (Lc 4,18-21). Gesù trasmette agli Apostoli e alla Chiesa Nascente lo stesso Spirito: "Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi" (Gv 20,22-23).
 In modo ancora più chiaro: "Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo... ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi" (At 2,1.4). Da quel giorno Spirito Santo e Chiesa sono strettamente legati. Lo Spirito Santo, infaffi, è presente nell'azione della Chiesa, nella sua storia bimillenaria, nel suo cammino fra i popoli, ne è, in una parola, l'anima, è la vita stessa della Chiesa. "La Santa Chiesa, già prefigurata sin dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d'Israele e nell'antica alleanza, nobilitata negli ultimi tempi, è stata manifestata nell'effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli" (LG 2). In questa definizione del Concilio Vat. II, la Chiesa appare popolo di Dio adunato dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, mistero di Comunione e sacramento di salvezza, Corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Con S.Ireneo possiamo veramente dire: "dove è la Chiesa vi è lo Spirito di Dio; e dove è lo Spirito di Dio vi è la Chiesa".
 Il vescovo orientale Ignazio Latakia (Cfr. discorso alla III Assemblea mondiale delle Chiese, Luglio 1968), ebbe a dire: "Senza lo Spirito Santo: Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l'autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto un'evocazione, l'agire cristiano una morale da schiavi. Ma con lo Spirito Santo il Cristo è presente, il Vangelo è potenza di vita, [...] l'autorità servizio liberatore, la missione una Pentecoste, [...] l'agire umano è divinizzato".
La Chiesa nel Vaticano II, proprio per l'azione unificante dello Spirito Santo viene presentata come comunione di persone che formano l'unico popolo di Dio. Chierici, religiosi e laici rivestiti di un solo Battesimo, una sola fede, un solo Signore, formano la Chiesa di Dio. Ciascuno col proprio stato di vita, con i propri carismi e i propri ministeri, tutti edificano l'unica Chiesa.
 Non tutti debbono fare tutto, ma ciascuno il proprio ufficio; e insieme realizzare la Chiesa del Signore, una, santa, cattolica e apostolica. Con questa finalità la Chiesa lavora per l'ecumenismo; ma sarebbe illusorio lavorare per l'unità di tutti i cristiani, e poi non vivere in piena comunione con i propri pastori e le proprie comunità locali. In questo anno, in preparazione al Giubileo del 2000, anno dedicato allo Spirito Santo, viviamo con fede la nostra esaltante esperienza di vita cristiana, nella partecipazione attiva alla vita parrocchiale e nella collaborazione all'organizzazione diocesana, con il cuore allargato alla visione della cattolicità e universalità della Chiesa di Dio. E con Gesù ripetiamo con fede: "Tutti siano una cosa sola" (Gv 17,21).