Lo Spirito Santo,
Agente principale della nuova evangelizzazione

di Mons. Giacinto Marianecci, Direttore Diocesano e Regionale delle PP.OO.MM.
Settembre 1998

 Domenica 31 maggio abbiamo celebrato la festa della Pentecoste. Una delle sante feste dell’anno liturgico, verrebbe fatto di pensare... ma sarebbe una osservazione molto superficiale.
 Con la Pentecoste la Chiesa, nata dal sacrifico di Cristo, incomincia la sua missione nel mondo.
 Si leggono sempre con tanta commozione, e servono quasi da meditazione, i versi del Manzoni nell’inno sacro “La Pentecoste”:
 Madre dei santi, immagine della città superna...
 Il poeta immagina la Chiesa timorosa, ancora scossa dagli avvenimenti della passione... fino a “Quando su te lo Spirito rinnovatore discese e l’inconsunta fiaccola nella tua destra accesa, quando segnal de’ popoli ti collocò sul monte e nei tuoi labbri il fonte della parola aprì...”.
 Da quel momento il “soffio dello Spirito” diede vita e vigore alla Chiesa in tutte le sue manifestazioni.
 Ecco... questa è la Pentecoste.
 «Inviata da Dio alle genti per essere “sacramento universale di salvezza”, la Chiesa, per le esigenze più profonde della sua cattolicità e obbedendo all’ordine del suo fondatore, si sforza di annunciare il Vangelo a tutti gli uomini... La Chiesa pellegrinante per sua natura è missionaria, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre... E il fine ultimo della missione altro non è che di rendere partecipi gli uomini della Comunione che esiste tra il Padre e il Figlio nel loro Spirito di amore» (C.C.C. nn. 849-850).
 Così si esprime il catechismo della Chiesa cattolica, rifacendosi anche agli atti del Concilio Ecumenico Vaticano II. E la missione della Chiesa non si è esaurita con l’era degli Apostoli ma ha continuato e continua incessantemente attraverso i secoli, sempre attuale e necessaria. Variano i tempi... i modi... le persone, ma la missione è sempre quella. “Rientra pertanto negli impegni primari della preparazione al Giubileo la riscoperta della presenza e dell’azione dello Spirito che agisce nella Chiesa... Lo Spirito è anche per la nostra epoca l’agente principale della nuova evangelizzazione. Sarà dunque importante riscoprire lo Spirito come Colui che costruisce il regno di Dio nel corso della storia e prepara la sua piena manifestazione in Gesù Cristo”. Sono parole del Papa nella lettera apostolica “Tertio Millennio Adveniente” (n. 45) in preparazione al Giubileo del 2000.
 A queste considerazioni, tanto importanti per la vita spirituale di tutti, siamo richiamati anche dall’intenzione missionaria di preghiera proposta dall’A.D.P. per il mese di giugno: “Perché tutta la Chiesa riconosca e invochi incessantemente lo Spirito Santo come agente principale della nuova evangelizzazione”.
 Nuova evangelizzazione...
 Il Papa ne avverte la necessità impellente in questa società, che, pur dichiarandosi cristiana (ma con un concetto molto vago di questa religiosità), in realtà soffre di una scristianizzazione molta diffusa, tanto più pericolosa quanto più mimetizzata e nascosta.
 È l’assuefazione, l’abitudinarietà, la superficialità, il pericolo che incombe sul mondo cattolico odierno: i fatti e le opinioni non corrispondono più alla fede che professiamo, o diciamo di professare, con le parole. “Questo popolo mi onora con le labbra... ma il cuore è lontano da me” (Mc 7,6b da Isaia). I censimenti registrano in genere una grande maggioranza di cristiani e cattolici in molte nazioni... ma i veri cristiani dove sono? E si deve lamentare purtroppo anche una ignoranza dottrinale generalizzata che fa paura, specialmente nei paesi resi insensibili dal paganesimo rinascente e dal benessere materiale.
 - Di che religione sei?
 - Cristiano!
 - E che significa essere cristiano?
 La risposta rimane sospesa nell’aria... il silenzio denuncia vuoto interiore e colpevole ignoranza. È necessaria davvero, allora, una nuova evangelizzazione, una “novella Pentecoste” perché la Chiesa possa essere, ancora una volta, nel mondo, la forza ispiratrice e trainante, la spinta interiore, il lievito che fa crescere e maturare, il faro che illumina. È necessario che le coscienze si risveglino dal torpore, che sentano il soffio dello Spirito e si lascino trasportare da Lui nelle vie che conducono a Cristo. È la missione della Chiesa che non si deve mai fermare, che non può concedersi soste, perché ogni giorno è attuale il comando di Gesù: “Andate e annunciate, andate e ammaestrate... andate e battezzate...” (cfr. Mt 28,19-20). E questa missione è affidata in modo particolare allo Spirito Santo: “Io vi manderò un altro consolatore...” (cfr. Gv 16,7).
 Nella liturgia costantinopolitana è detto: “Benedetto sei tu Cristo Dio nostro che hai mostrato sapienti i pescatori inviando lo Spirito Santo e che per mezzo di essi hai preso nella rete l’universo”. E un inno bizantino sottolinea la presenza dello Spirito Santo nella evangelizzazione: “Lo Spirito Santo procura tutti i suoi benefici, effonde le profezie, istituisce i sacerdoti, dona sapienza agli ignoranti, trasforma i pescatori in teologi, dà tutta la sua forma all’ordinamento della Chiesa...”.
 Nuova evangelizzazione...
 Il Papa ha usato questo termine per la prima volta il 9 giugno 1983 ad Haiti, parlando ai Vescovi dell’America Latina. “Nuova - spiegava il Papa - nel suo ardore, nuova nei suoi metodi, nuova nella sua espressione”.
 La Chiesa deve ritrovare allora l’entusiasmo e la gioia dell’annuncio, basato su una fede profonda e sostenuto da una carità senza confini, sotto la guida dello Spirito Santo, che non cessa mai di effondere i suoi sette doni. Deve trovare forme nuove, metodi efficaci, proporzionati al mondo moderno, che consentano all’uomo di orientarsi positivamente, con l’aiuto appunto dei doni dello Spirito Santo, in questo groviglio inestricabile in mezzo al quale siamo costretti a vivere.
 Il materialismo, sconfitto nella teoria, ritorna prepotente nella pratica di tutti i giorni, senza che ce ne accorgiamo. E non dobbiamo pensare che questa nuova evangelizzazione riguardi esclusivamente il magistero ordinato (il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti...); riguarda, investe, responsabilizza tutti i credenti, perché tutti siamo chiamati all’annuncio e alla testimonianza, con le parole e con le azioni, privatamente e pubblicamente. È ora che ci svegliamo dal sonno e ci rivestiamo delle armi della luce (cfr. Rm 13,11ss.). È ora di scrollarci di dosso questa “apatia” questo “accomodamento” questo continuo “arrendersi” (è facile) ai... tempi che corrono.
 Lo Spirito Santo agisce nella Chiesa direttamente sulle anime, con la sua presenza misteriosa, continua, ma si serve, e vuole servirsi, anche degli uomini.
 Ecco allora che questa nuova evangelizzazione è affidata a tutti. Ne sono investiti i genitori, i sacerdoti, gli insegnanti, i religiosi, i laici impegnati... e quindi la famiglia, la scuola, i centri sociali, tutti i “movimenti” nella scia delle direttive della Chiesa. Ne sono rivestiti in modo particolare i missionari... Missionari erano Pietro e Paolo che portarono alla evangelizzazione del mondo (sembrava cosa impossibile)... Missionario è il Papa... che visita, incoraggia, benedice tutte le Chiese del mondo. Non demandiamo ad altri la “nostra” piccola o grande missione, non restiamo ai margini della strada a “guardare” (come accade in tante processioni e manifestazioni religiose); partecipiamo attivamente, preghiamo, viviamo con intensità i doni dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto, comunichiamoli agli altri. Riscopriamo Cristo dentro di noi (spesso dimentichiamo che ci sia...), ricerchiamolo fuori di noi, riconosciamolo nel fratello che cammina con noi, portiamolo a chi lo ignora o vuole ignorarlo.
 Lo Spirito Santo ci illumini, ci ispiri, ci riempia di luce e di amore... Veni Sancte Spiritus.