I carismi: come lo Spirito costruisce la città di Dio
di Padre Costante Brovetto, Passionista
Ottobre 1998

I CARISMI, COMPITI E MINISTERI
“Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori!” (Sal 127.1). Ai cristiani il compito di edificare la casa di Dio, l’abitazione di Dio nel mondo: “Stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale” (1Pt 2,4s). E’ una costruzione carismatica, diretta e guidata non da un progetto umano, ma dalla mozione potente dello Spirito Santo. Essa scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro, essi saranno suo Popolo ed egli sarà il ‘Dio-con-loro’” (cfr. Ap 21,2s). Mettiamo dunque in evidenza la funzione ecclesiale dei carismi, per pienamente potenziarla, come a ciascuno il Signore lo concede.
 L’evento della Pentecoste aveva mostrato assai bene che l’azione di Dio nella storia si realizza bensì attraverso l’istituzione fondata sugli Apostoli e sui loro successori, ma col decisivo intervento straordinario e diretto dello Spirito di Dio, che rappresenta l’elemento dinamico ed innovatore nella comunità del popolo di Dio. San Paolo - il teologo dei carismi - tratta ampiamente di questo fenomeno e dà parecchie liste di carismi, che distingue in didattici, ministeriali e straordinari. Vi include dunque anche i servizi ecclesiastici; un po’ per volta quest’ultimo aspetto fu quasi dimenticato e ci si ricordò solo più della fenomenologia straordinaria di alcuni carismi, specialmente di quello delle “lingue”, ritenendoli praticamente limitati solo all’epoca del primo impianto della Chiesa. Nel ‘500 poi, e fino al Vaticano II, per reazione alle posizioni protestanti si accentuò il ruolo giuridico della chiesa gerarchica, e furono considerati carismi solo quelli legati alla fenomenologia mistica dei santi ed ai loro miracoli pur riconoscendo che il Signore segnando in modo meraviglioso certe persone, spesso le abilitava ad influire in modo notevole sulla vita spirituale di un gruppo o addirittura di un’epoca storica.
 Nel nostro secolo però ci si accorse che la dimensione carismatica dell’intera Chiesa meritava maggior attenzione. Pio XII, nell’enciclica Mystici Corporis, ne parla come di un elemento strutturale: lo Spirito Santo, dispensando con libera e imprevedibile azione i suoi favori anche a coloro che non appartengono all’ordine gerarchico, costruisce in modo sempre più vitale e perfetto la Chiesa, conducendola al suo compimento trascendente, quando ad essa succederà in pienezza il Regno di Dio. Il Vaticano II, sviluppando questo concetto, accentua l’abbinamento del carisma al compito ecclesiale, includendo nel numero dei carismi anche le modeste ma preziose grazie concesse a tutti i fedeli, per renderli adatti e pronti ad assumersi varie opere ed uffici, utili al rinnovamento ed alla maggiore diffusione della Chiesa, Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito di Dio (cfr. LG 12).

CARISMI, UFFICI E SANTITA'
 Quando Dio affida a qualcuno una missione, gliene conferisce la capacità, il “genio”, cioè il carisma, ma adegua ad esso anche la misura della grazia santificante in quanto nessuna missione, svolta da parte di Dio, può prescindere dalla santità di chi la svolge. Etimologicamente il termine carisma è legato alla radice caris, che significa graziosità, venustà, avvenenza, favore, benevolenza, in una parola ciò che noi chiamiamo “grazia”. Il greco carisma indica appunto favore, dono, come in 1Cor 12,31: “Aspirate ai migliori carismata”. Malgrado la rassomiglianza verbale, il termine latino-italiano “carità” ha altra etimologia, ed in greco è sempre detta agape, ma i carismi tanto più la richiedono quanto più la missione a cui indirizzano è di allargare la sfera della salvezza e della redenzione trasformando il mondo per renderlo divino.
 I carismi permanenti dell’ordine sacro sono finalizzati a garantire la valida amministrazione dei sacramenti, attraverso cui procede l’edificazione della chiesa. La validità dei sacramenti è assicurata anche se il ministro non è santo, ma poiché il loro frutto rischia di essere assai minore, si scorge quanto preziosa, anzi necessaria sia la presenza dei carismi non gerarchici che nel popolo di Dio vitalizzano tutta la vita ecclesiale. La storia prova che in buona misura “la continua riforma, di cui la Chiesa, in quanto istituzione umana e terrena ha sempre bisogno” (Unitatis Redintegratio, 6), è stata assicurata nei secoli proprio dalla moltitudine dei santi, e delle loro iniziative carismatiche. D’altra parte la stessa persistenza e la diffusione della chiesa è assicurata dalla valida amministrazione del battesimo, a cui in caso di necessità chiunque può provvedere. Ci sono in proposito esempi clamorosi, come la persistenza per quasi due secoli del cristianesimo in Giappone, al tempo delle persecuzioni, quando non v’era più alcun prete cattolico, e la prima diffusione del cattolicesimo in Corea, ad opera di semplici laici, potentemente guidati dallo Spirito Santo, con i suoi doni e carismi.

I DONI CARISMATICI E IL DONO IN PERSONA: LO SPIRITO SANTO
 La Chiesa va superando il concetto di “grazia” santificante come dono creato, privilegiando la “grazia increata”, cioè Dio stesso, Padre, Figlio, Spirito Santo, che penetrando nella vita del fedele, lo fa partecipe della stessa natura divina. Analogamente, risalendo alla fonte unica di tutti i doni, oseremmo dire che lo Spinto Santo è egli stesso “carisma” per eccellenza. E’ il “carisma della Trinità”! Prima di essere la fonte dei carismi che Dio ci dispensa, forma egli stesso la ricchezza carismatica di tutta la Divinità. Paradossalmente infatti il nostro Dio vivo e vero ha nello Spirito Santo il suo “carisma”, sua nota distintiva, sua gloria e suo dolcissimo impulso radicale e vitale. Non per nulla “Dio è Spirito” (Gv 4,24): lo è nella sua divinità e lo è nella terza Persona divina.
 Dio ha il “carisma” di donarsi, e da questo impulso originario e necessario scaturisce ogni altro dono, in primo luogo la creazione nel suo insieme, permeata del suo Spirito. “Tutte le cose sono tue, Signore, amante della vita, poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose” (Sap 11,26). Chiave di comprensione di ogni realtà creata è la sua attitudine ad essere dono ed a ricevere dono.
 Se ogni carisma è per l’edificazione della Chiesa, questa a sua volta è per l’edificazione della grande unità mondiale nella carità. “La Chiesa è in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG 1/284). La crescita della creazione avviene solo nella comunione. Ogni carisma tende a rendere il creato intero sempre più chiaramente immagine di Dio. E poiché lo Spirito unisce Padre e Figlio, cosi avviene.
“Tutti siano una sola cosa, come tu, Padre, sei in me e io in te” (Gv 17,21).
 Ogni crescita creata avviene solo entro la storia. “In Gesù Cristo Verbo incarnato il tempo diventa una dimensione di Dio, che in se stesso è eterno. Cristo è il Signore del tempo, è il suo principio e il suo compimento” (Tertio Millennio Adveniente, 10). Cristo opera nel tempo come Profeta, Sacerdote, Re. Latinamente sono i suoi “munera”, termine che appunto significa contemporaneamente dono, ufficio, incarico. (cfr. LG 13/318). Nell’ordine cristiano tutti i carismi sono partecipazione di questi “munera”, provenienti dallo Spirito Santo in quanto Cristo ce lo dona. La pienezza finale corona la storia e la fa passare all’eternità.