"La carità fraterna attesta l'Amore del Padre"
di Mons. Vito Cinti
Giugno 1999

 Nella lettera apostolica - Tertio Millennio Adveniente - con la quale il Santo Padre invita tutta la Chiesa a preparare il Giubileo del 2000, così leggiamo: “Sarà opportuno in questo terzo anno di preparazione mettere in risalto la virtù teologale della carità , ricordando la sintetica e pregnante affermazione della prima lettera di Giovanni «Dio è amore». La carità nel suo duplice volto di amore per Dio e per i fratelli è la sintesi della vita morale del credente. Essa ha in Dio la sua scaturigine e il suo approdo” (n. 50).
 Ricordiamo inoltre che all’inizio della liturgia battesimale, il celebrante si rivolge ai genitori del battezzando con queste parole: “Cari genitori, chiedendo il battesimo per il vostro figlio voi vi impegnate ad educarlo nella fede, perché nell’osservanza dei comandamenti impari ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato”. La lettera Apostolica del Papa e l’ammonizione battesimale ci ricordano due verità fondamentali per la vita del cristiano.
1) Osservare i comandamenti equivale ad amare Dio e il prossimo.
 2) Il cristiano, nell’amore verso Dio e verso il prossimo, esprime la sua stessa essenza e solo attraverso l’esercizio della carità diventa testimone dell’amore di Dio Padre.

 La carità è così lo specifico della fede cristiana, centro propulsore e vitale del Vangelo e del cristiano, fino al punto che possiamo parlare del “Vangelo della Carità”.
 Tutte le attività della Chiesa: Liturgia, Magistero, Diaconia, sono diversi aspetti dell’unica missione della Chiesa che, convocata dall’amore di Dio, viene inviata perché, testimoniando questo amore verso Dio e verso il prossimo, il mondo creda. La Chiesa infatti non è per se stessa ma per gli uomini. Essa certo deve aver cura di sé per non tradire la propria identità e fedeltà ma, come Cristo, è per la vita del mondo, a cui essa è inviata per attestare l’amore di Dio Padre per tutti gli uomini. Questa missione, la Chiesa la realizza soprattutto attraverso le opere di carità; la Fede infatti senza le opere di carità è un faro spento che non emana luce e quindi non rischiara nessuno.
 Ci chiediamo: ma come è possibile che un amore imperfetto come è quello degli uomini e quindi della Chiesa da questi costituita, può manifestare il vero volto di un Padre amoroso, infinito e perfettissimo?
 Ricordiamo che la carità vissuta dai cristiani, non è frutto di uno sforzo umano ma è una delle tre virtù teologali e per ciò stesso un dono di Dio. Solo attraverso il dono dello Spirito Santo, Spirito di Gesù e del Padre, ci è consentito di accedere al piano divino dell’amore. È lo Spirito Santo che ci mette in grado, nonostante la nostra condizione di peccatori, di offrire al mondo una testimonianza credibile dell’amore con cui Dio ama e salva l’umanità.
 Esaminando la vita della Chiesa primitiva, come ci è stata tramandata dal racconto degli Atti degli Apostoli, ci si accorge che la Chiesa si è fatta missionaria e testimone dell’amore del Padre attraverso la carità.
 Questo stile di vita, meglio questa sua missione affidatale da Cristo, ha accompagnato la Chiesa lungo tutta la sua storia fino alla fine del secondo Millennio.
 La Chiesa di oggi e quindi le nostre comunità hanno l’impegno di trasmettere alla Chiesa del terzo Millennio questa preziosa eredità che Dio, Padre di misericordia ha amato e ama tutti gli uomini, chiamandoli a far parte della sua famiglia.
 Come per il passato, la Chiesa potrà rendersi credibile attraverso le opere di carità fraterna, guidata dallo Spirito Santo.