Maria, volto materno del Padre
di Padre Reginaldo Maranesi, O.F.M. Cappuccino
Agosto 1999

 Tutta la Sacra Scrittura c’invita e ci aiuta a scoprire il vero volto di Dio. Le pagine dell’Antico Testamento ci parlano della potenza dell’Altissimo, del Dio onnipotente, terribile, pieno di maestà; ma ci parlano anche della ricchezza del suo amore. Di fronte alle ripetute infedeltà del popolo eletto, il Signore manifesta la sua inesauribile misericordia con immagini commoventi e toccanti, che lo rivelano allo stesso tempo Padre e Madre. “Si dimentica forse una donna del suo bambino così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulla palma delle mie mani” (Is 49,15-16). “Come una madre consola un figlio, così io ti consolerò” (Is 66,13). “Ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare” (Os 11,4). Anche i Salmi sono un canto senza fine dell’amore paterno e materno di Dio. “Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato ma il Signore mi ha raccolto” (Sal 26)... “Gustate e vedete quanto è buono il Signore” (Sal 33)... “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla...” (Sal 22).
 Ma mentre l’Antico Testamento parla dell’amore di Dio, giunta la pienezza dei tempi, Dio ci parla mediante il suo Figlio, che è lo stesso Amore di Dio resosi visibile e sensibile: “Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna...” (Gal 4,4). Gesù nasce da Maria per opera dello Spirito Santo, e l’amore di Dio prende, nel seno della Madonna, tutte le sfumature e tutte le delicatezze dell’amore di una mamma. Maria e Dio hanno in comune Gesù che è Figlio di Dio e Figlio di Maria. Con Dio Padre, la Vergine di Nazareth può ripetere: “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato!” (Sal 2,7). Per mezzo di Maria, Dio è davvero Padre e Madre allo stesso tempo. La Madonna è la creatura elevata alla dignità del Padre, perché come Gesù chiama Abbà il Padre celeste, così chiama Maria col dolce nome di Immà . Anche la parabola del figliuol prodigo mostra maggiormente l’amore materno del Padre che abbraccia e stringe il figlio al suo cuore, proprio come farebbe una mamma. Mistero d’immensa profondità, quello che lega in maniera assolutamente unica il Padre celeste all’Immacolata. Nella femminilità di Maria, Dio si riveste della dolcezza e della delicatezza dell’amore materno. In questo senso possiamo affermare che il volto di Maria è il riflesso più autentico della tenerezza del Padre. Non possiamo più distaccare la Madonna dal Padre con il quale è definitivamente legata dalla presenza di Gesù, Figlio del Padre e Figlio della Vergine. Nel Dio fatto bambino, la Madonna percepisce tutte le meraviglie della redenzione e si sente come investita dall’amore gratuito del Padre mediante la potenza dello Spirito Santo.
 Figli nel Figlio prediletto, figli di Dio e figli di Maria, dobbiamo sempre più avvertire, e credere all’amore paterno e materno del Padre. La Madonna ci suggerisce quali debbano essere i nostri sentimenti verso il Padre. Innanzitutto l’atteggiamento della lode. Dinanzi alle meraviglie operate dall’Altissimo, la Madonna non ha neppure uno sguardo su se stessa - di cui vede solo la piccolezza e la nullità - ma canta la santità di Dio, la sua potenza, e lo ringrazia per i doni straordinari che ha ricevuto. Il Magnificat di Maria, c’insegna a fare anche della nostra vita una piccola lode di Dio per il suo amore completamente gratuito verso ciascuno di noi.
 L’altro atteggiamento fondamentale ed essenziale della Madonna, è quello della fiducia e dell’abbandono totale alla volontà del Padre: una fiducia che non viene mai meno neppure ai piedi della croce. Anche noi, sull’esempio di Maria, dobbiamo slanciarci nell’onnipotenza dell’Altissimo. Pur riconoscendo il nostro nulla e la nostra povertà spirituale, dobbiamo nutrire una fiducia incrollabile ed invincibile nell’amore del Padre; e non dobbiamo mai dubitare del suo perdono. “Questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta” (1Gv 5,14). A ciascuno di noi Dio ripete: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome... Tu mi appartieni... perché sei prezioso ai miei occhi e io ti amo...” (cfr. Is 43,1-5). S.Teresa di Lisieux ripeteva: “Il Signore è più tenero di una madre... Ciò che piace a Gesù è vedermi amare il mio nulla, la mia piccolezza e la mia povertà; è la cieca fiducia che ho nella sua potenza. Ciò che offende Gesù, ciò che lo ferisce al cuore, è la mancanza di fiducia”. Dio ci ama nonostante i nostri peccati, anzi, proprio perché siamo peccatori, e quindi bisognosi del suo perdono. Noi possiamo persino aumentare la gioia di Dio quando, pentiti, ci gettiamo tra le braccia del suo amore misericordioso: “C’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte” (Lc 15,10)... “O bontà onnipotente di Dio che ti prendi cura di ciascuno di noi, come se avessi solo lui da curare, e di tutti come di ciascuno” (S.Agostino).
 In questo anno dedicato al Padre, la Madonna ci aiuti a scoprire la sua tenerezza paterna e materna, e a rivolgerci a Lui con la confidenza del bambino che si getta tra le braccia della mamma.
O Maria, figlia prediletta del Padre, mamma di Gesù e sposa dello Spirito Santo, svelaci sempre più l’amore materno del Padre; e aiutaci a ripetere in ogni circostanza con te e con Gesù tuo Figlio nella potenza dello Spirito Santo: “Padre mio, io mi abbandono a te”!