L'azione rinnovatrice dello Spirito Santo
nella purificazione del cuore

di Don Arnaldo Pedrini S.D.B.
Marzo 2001

 L’epoca in cui viviamo è l’era del progresso e della tecnologia: comunque non solo attorniati, ma addirittura sopraffatti da tutto ciò che la potenza dell’intelletto umano ha escogitato e realizzato. Purtroppo non tutto è sempre a nostro vantaggio e utilità. Ne vanno di mezzo la salute, la tranquillità e la serena convivenza sociale, a dimensione planetaria. Non è più il cuore che parla, ma solo la ragione con i sui interessi e ben di frequente con i suoi compromessi e non poche devianze malavitose.
 C’è dunque da augurarsi che intervenga la ragione del cuore, che del resto è quanto esige l’invito evangelico: è dal cuore che provengono le cose buone o cattive (cfr. Mc 7,20): quest’ultime da respingere, da auspicarci le prime, perché sia più vivibile l’esistenza o convivenza umana su questa terra. L’aiuto o il conforto ci proviene solo dall’alto, dalla Verità : Cristo, che è principio e fine di tutto: «Io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5), quindi siamo in attesa di «cieli nuovi e terre nuove» (cfr. Ap 21,1).
 Il Signore della storia governa il mondo con il suo Spirito, lo vorremmo considerare in sintesi a vari livelli o sotto vari aspetti, e precisamente: biblico-profetico, patristico-sapienziale, liturgico-sacramentale.

ASPETTO BIBLICO-PROFETICO
 La purificazione interiore - nella Bibbia - è uno dei temi forti, una delle componenti più esigite dalla Legge. Si imponeva così di necessità al Popolo eletto di liberarsi dai mali morali, dal peccato, per essere degno del Patto di Alleanza fatto e rinnovato più volte con Jahwè, suo Signore. Di qui il desiderio ardente del Salmista, quasi esprimendolo a nome di tutti: «Crea in me, o Dio, un cuore nuovo, rinnova in me uno spirito saldo» (cfr. Sal 50,12). Solo in forza di questa richiesta insistente e umile vengono concessi perdono e pace, a seguito di un profondo cambiamento interiore.
 A Davide faceva eco sincera e fedele il profeta Ezechiele, che giustamente viene chiamato il profeta dello Spirito Santo. Questa l’assicurazione dall’alto: «Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati. Vi darò un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di voi: vi darò un cuore di carne!» (cfr. Ez 36,25ss). Ineludibile proposta: «Fatevi un cuore nuovo» (cfr. Ez 18,31). Via dunque la durezza interna, via il cuore di pietra: necessita un cuore di carne, per amare veramente il Dio dell’Amore.

ASPETTO PATRISTICO-SAPIENZIALE
 Nel processo di continua conversione e purificazione hanno voce in particolare i Padri della Chiesa, attenti come sono a cogliere le minime sfumature o vibrazioni dello Spirito che soffia leggero, soave (cfr. 1Re 19,12). Ne risulta chiaro il pensiero dalle loro catechesi: quelle di Cirillo di Gerusalemme o di Ambrogio di Milano.
 «Ripulisci il vaso della tua anima, perché tu possa ricevere abbondanza di grazia. Lo Spirito viene partecipato secondo la proporzione di fede che uno possiede: se poco ti preoccupi, poco ricevi, ma se molto ti affatichi, il premio sarà grande. Ricordati che tu corri per il tuo bene: bada dunque al tuo interesse!» (Catechesi mistagogica 1,5: PG 33, 387).
 Ne completa il pensiero il pastore del gregge ambrosiano, e così avverte: «Cerca di custodire questa tua casa spirituale, purificane l’interno. Diventi sempre più pulita: si costituisca quasi un abitacolo spirituale, cementato con la piertra angolare (Cristo) e si innalzi veramente in un sacerdozio santo, ed abiti in esso lo Spirito Santo» (De virginitate XIII, 78: Pl 16, 286a).

ASPETTO LITURGICO-SACRAMENTALE
 Cristo Gesù nell’istituire i suoi sacramenti, a segno di presenza continuata, ne offre l’efficacia mediante la grazia. Così annota Agostino: «È per mezzo dello Spirito Santo che l’anima viene purificata e alimentata» (Tract. in Jo 9,1-3: CCL 36, 555). L’alimentazione spirituale mediante l’Eucaristia e la purificazione per mezzo del sacramento della Penitenza: mentre sull’anima scende il sangue che purifica, è in virtù dello Spirito che si ottiene il perdono, poiché lo Spirito Santo è la stessa remissione dei peccati: Quia ipse est remissio omnium peccatorum (Sulle offerte, sabato prima di Pentecoste).
 Si parla di grazia, come pure di unione e di intima amicizia con il Cristo, fattosi cibo dell’anima. Così il Santo Curato d’Ars: «L’unione con Dio c’è quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Lui intimamente: perciò è pieno di una certa soavità e dolcezza, che innalza al cielo. Come è bella questa unione con Dio e la sua piccola creatura: una felicità che non si può comprendere appieno in terra!» (Catechismo: Esprit de Jean Vianney 1899, 88).

CONCLUSIONE
 È terminato l’Anno Giubilare, anno di vera grazia a livello ecclesiale ed ecumenico. Passata la Porta Santa, si entra nel tempio di Dio come ci invita il salmista: «Esultino i fedeli nella gloria / le lodi di Dio sulla loro bocca, poiché il Signore ama il suo popolo / e incorona gli umili di vittoria» (Sal 149). Ce lo conferma sant’Ireneo di Lione: «Tale è il cammino della vita che i profeti hanno annunciato, che il Cristo ha confermato e gli Apostoli per mezzo dello Spirito hanno profetizzato» (Epidexis, 98).
 Sale fervente la preghiera in forma di supplica in continuazione: «Vieni, o Spirito Santo, e si rinnovi la faccia della terra!» e con essa la faccia di ogni uomo redento e salvato dal Cristo che è di «ieri, di oggi e per sempre».