Lo Spirito Santo anima della Chiesa
di fr. Basito, Discepolo e Apostolo dello Spirito Santo
Agosto 2001

La prima parte dell’articolo è una sorta di ampia introduzione nella quale si puntualizza il significato di anima e corpo e, successivamente, si applicano tali concetti alla Chiesa (Corpo di Cristo) e allo Spirito Santo (anima della Chiesa). Nella seconda parte si descrive l’azione dello Spirito Santo il quale vivifica, fa crescere, dirige la Chiesa per la sua misione nel mondo. Vengono poi indicati alcuni atteggiamenti che ostacolano tale azione e, infine, si conclude proponendo alcuni suggerimenti pratici.

 Quando si parla di anima non si può omettere il discorso sul corpo. L’antropologia cristiana presenta l’essere umano in qualità di spirito incarnato: ciò significa che non è soltanto anima e nemmeno soltanto corpo materiale, così come non è uno spirito prigioniero del corpo... ma è un’unità di anima e corpo. È proprio l’anima che fa della persona umana un’unità inscindibile così che quando la persona muore, il corpo, perdendo il suo principio unificante, si disgrega. L’anima immortale attende la fine dei tempi quando Dio opererà la risurrezione dei corpi; per chi si è lasciato plasmare dallo Spirito Santo sarà una risurrezione gloriosa (sarà cioè in comunione col Padre, il Figlio, lo Spirito Santo con un corpo simile a quello di Gesù risorto e di Maria santissima – l’unica ad avere già adesso un corpo glorioso poiché assunta in cielo in anima e corpo) ma per quelli che ostinatamente l’hanno rifiutato sarà una risurrezione di condanna. In ogni caso l’essere umano è, e rimarrà sempre, un’unità di anima e corpo. Questo significa che in paradiso non saremo angeli (creature solo spirituali) bensì vivremo come gli angeli mantenendo però l’unità di anima e corpo (trasformato e glorioso ma sempre un corpo) e vivendo tutti insieme in perfetta comunione col Padre, il Figlio, lo Spirito Santo per l’eternità.
 La Chiesa non è solo composta dall’elemento umano, né solo dall’elemento divino, ma è formata dall’unità inscindibile di entrambi (LG 8). Usare i termini di anima e corpo per indicare la realtà della Chiesa lo si può fare soltanto come analogia con la realtà dell’essere umano sopra descritta. Analogia significa che c’è qualcosa di molto simile ma anche parecchio di molto diverso; si parte dalla realtà umana (l’unica di cui abbiamo diretta esperienza) per esprimere qualcosa della realtà divina; quindi non si può prendere alla lettera l’espressione “Spirito Santo anima della Chiesa”, tuttavia possiamo affermare senza esitazioni che Egli ne è il principio unificante.

IL CORPO MISTICO DI CRISTO
 Lo Spirito Santo, per bocca dell’apostolo Paolo, ci ha rivelato che Cristo è il capo (la testa) di quel corpo che è la Chiesa (Col 1,18); col battesimo infatti rinasciamo dall’acqua e dallo Spirito (cioè non da creature umane come sono i nostri genitori, ma dalla potenza di Dio) per essere incorporati a Gesù Cristo vivente nella gloria del Padre. Siamo dunque diventati membra del suo corpo glorioso e con la cresima veniamo corroborati dallo Spirito per compiere, in unità col capo e con le altre membra (la Chiesa corpo di Cristo) la missione specifica assegnata a ciascuno di noi; partecipando al banchetto eucaristico ci nutriamo di Cristo, unico pane spezzato, per crescere in unità con lui e tra di noi e per testimoniare la sua vittoria sul male e sulla morte.

AZIONE DELLO SPIRITO
Lo Spirito Santo vivifica la Chiesa, la dirige con potenza e amore lungo la storia per compiere la sua missione nel mondo. E la missione della Chiesa è la continuazione di quella di Gesù – come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Detto questo, alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,21s).
Lo Spirito fa crescere armonicamente il corpo mistico che è la Chiesa in tutte le sue membra, ciascuna secondo quanto è conveniente al raggiungimento della piena maturità in Cristo. C’è però la triste possibilità, mediante il nostro comportamento, di provocare la crescita squilibrata dell’intero corpo ecclesiale. Prendiamo in considerazione alcuni possibili atteggiamenti nocivi: invidia e gelosia, indifferenza, spiritualismo disincarnato che non tiene conto della realtà, rifiuto di aggiornarsi, attivismo privo di fede nell’azione dello Spirito, individualismo e/o protagonismo, pessimismo che è il segno della mancanza di fede e di speranza. Approfondiamo solo due di questi atteggiamenti.
L’invidia cresce laddove manca il senso della Chiesa; se meditiamo sulla realtà dell’unico corpo composto da molte membra, scopriamo la falsità e la banalità dell’invidia. Occorre dilatare il nostro senso d’appartenenza agli altri invocando lo Spirito Santo anima della Chiesa di cui noi e molte altre persone siamo membra vive. È utile anche fermarsi a riflettere e a meditare in profondità partendo dall’esperienza quotidiana; facciamo un esempio. In presenza di altra gente, una persona a cui siamo molto legati (i propri figli o genitori ecc.) sta facendo una bruttissima figura; senza volerlo, anche noi ci sentiamo a disagio insieme a lei, come se fossimo al suo posto. Ciò ovviamente avviene perché ci sentiamo parte di lei, chi guarda o pensa a quella persona automaticamente include anche noi e se viene onorata, noi ci sentiamo onorati, se è derisa, anche noi ci sentiamo derisi. È proprio questo tipo di legame personale che lo Spirito Santo crea ed incessantemente alimenta nelle membra della Chiesa e nell’intera famiglia umana. L’invidia ed il giudizio invece provocano distanza e divisione.
 Un altro atteggiamento che ostacola l’azione dello Spirito è il non aggiornarsi, o perché non lo si reputa necessario o per non volere sacrificare del tempo prezioso ecc. Ma è molto importante perché lo Spirito Santo guida gradualmente la Chiesa verso tutta la verità (Gv 16,13) soprattutto per mezzo del Magistero e delle esperienze evangeliche che suscita nel mondo. Come l’essere umano così la Chiesa cresce e si sviluppa nella storia e nel mondo: cambia senza però perdere la propria identità. Come membra del corpo mistico di Cristo, quindi, non possiamo rifiutarci di crescere ignorando il cammino che lo Spirito fa fare alla Chiesa. È come se la mano volesse rimanere quella di un bambino di pochi mesi mentre il resto del corpo diviene adulto: nel bambino è una mano bellissima ma nel corpo cresciuto diviene brutta perché non c’è più armonia. Occorre quindi fare un piccolo sforzo, “perdere” tempo nel leggere e meditare le direttive pastorali della Chiesa locale ed universale, per evitare di perdere il “treno della storia” o di accorgersi un giorno di aver faticato invano nel seguire un percorso personale pur bello ma non in armonia con lo Spirito Santo anima della Chiesa. Un consiglio pratico è quello di leggere, a casa e poi riflettere insieme nei Cenacoli, la breve lettera del Papa per il terzo millennio appena cominciato (Novo millennio ineunte) e il documento dei Vescovi italiani sugli Orientamenti pastorali per il decennio 2001-2010.

LA FEDE SENZA LE OPERE È MORTA
 È importante leggere questi documenti ma ancora più importante è lasciarsi guidare da essi e tradurli in atteggiamenti di vita nuovi e concreti. Dovremmo essere abituati a fare ciò dal momento che i Cenacoli di preghiera sono un incontro particolare con lo Spirito Santo che ci guida alla conoscenza sempre più profonda del Padre ispirandoci nuovi comportamenti capaci di farci vivere nei nostri ambienti come Gesù; figli nel Figlio.
 Il maestro della preghiera, colui che non solo intercede per noi ma prega anche in noi, l’anima della preghiera della Chiesa e quindi di ogni singolo cristiano è proprio lo Spirito Santo ed il frutto visibile è l’amore a Dio e al prossimo. Per rendere stabile e duraturo quello che lo Spirito ci fa sentire nell’orazione occorre trasportarlo nelle varie attività e ambienti della propria vita. Al termine di ogni Cenacolo di preghiera, prima di tornare alla propria casa, ognuno dovrebbe pensare a qualche piccolo gesto concreto che può fare da subito. La preghiera in Spirito e Verità, infatti, ha tutte le potenzialità per trasformarci nel Figlio, Via Verità e Vita; occorre soltanto, nel nostro piccolo, collaborare con lo Spirito e camminare insieme a Lui sulle orme di Gesù.
 Questa attenzione a tradurre in pratica i suggerimenti dello Spirito, oltre a far crescere noi, contribuisce alla crescita delle altre persone, infatti le vittorie che ognuno di noi riporta sul proprio egoismo, superbia ed individualismo, portano beneficio a tutti gli esseri umani poiché nello Spirito Santo siamo tutti profondamenti uniti; in modo particolarissimo poi, lo siamo noi cristiani essendo membra vive del corpo mistico di Cristo.
 Lo Spirito Santo è, dunque, la garanzia dell’unità, della crescita armonica e dell’efficacia dell’unica missione ecclesiale: invochiamolo!