L'azione dello Spirito Santo
nell'epiclesi eucaristica

Don Renzo Lavatori
Aprile 2004

 Fin dai primi tempi del cristianesimo, come appare dalla Tradizione Apostolica d'Ippolito (a. 215), l'epiclesi indica la preghiera o invocazione, affinché lo Spirito Santo sia effuso sopra le offerte o le oblate della Chiesa e coloro che vi partecipano siano uniti fra loro e riempiti dello stesso Spirito per essere rinforzati nella fede. L'anafora di S. Giovanni Crisostomo ci offre una meravigliosa testimonianza: «Ti supplichiamo, manda su di noi e su queste offerte il tuo Santo Spirito. Fa' di questo pane il prezioso corpo del tuo Cristo, trasformandolo con il tuo Santo Spirito. Amen. Di ciò che è in questo calice, fa' il sangue prezioso del tuo Cristo, trasformandolo con il tuo Santo Spirito. Amen. A quanti lo riceveranno, giovi per la sobrietà dell'anima, la remissione dei peccati, la comunione del tuo Santo Spirito, la pienezza del regno dei cieli, la fiducia verso di te, e non per il peccato e la dannazione». Una simile invocazione si fa nelle attuali preghiere eucaristiche, che ascoltiamo ogni volta che partecipiamo alla Messa, quando il sacerdote, prima della consacrazione, pone le mani sulle offerte e dice: «Ora ti preghiamo umilmente: manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo, perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che ci ha comandato di celebrare questi misteri» (Prece eucaristica III). Ugualmente, dopo la consacrazione, prega su tutta l'assemblea: «A noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito» (ivi).
 Come si vede, l'epiclesi contiene tre elementi fondamentali: anzitutto la preghiera o invocazione allo Spirito Santo; poi la trasformazione o consacrazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo; infine i benefici spirituali per i fedeli, in particolare per la loro unione fraterna e la loro purificazione e santificazione. Vi è pertanto un significato d'elevazione umile e orante verso lo Spirito Santo, per implorare la sua presenza e la sua potente azione. Ciò mostra che tutto è dono del suo intervento e come tale va chiesto e accolto con viva fede. La sua opera riguarda in primo luogo i doni del pane e del vino, deposti sull'altare, affinché si compia il miracolo della loro transustanziazione e divengano segno visibile della presenza reale del Signore Gesù in corpo, sangue, anima e divinità. Si tratta di un evento straordinario, che solo l'infinita Potenza Divina d'Amore può attuare. La sua funzione non è ristretta alle sole offerte, ma si apre anche su tutti i partecipanti, perché formino insieme un solo corpo e un solo spirito, per realizzare e manifestare il loro essere Chiesa o Corpo mistico di Cristo. Lo Spirito li rende uniti nella fede e nella carità, come fossero una famiglia raccolta nella casa del Padre e intenta alla lode e alla glorificazione del loro Dio e Signore, per diventare poi fermento vivo e credibile di concordia e di giustizia fra gli uomini. Anche in questo caso occorre l'intervento forte e suadente dello Spirito Santo, che converte i cuori, rompe ogni dissapore e divisione, ricongiunge gli animi nel medesimo culto eucaristico, per essere degni di nutrirsi dello stesso corpo e sangue di Gesù. Si può dire che tutto lo svolgimento della divina liturgia della Messa è fatto sotto la sua azione e il suo influsso benefico.
 Teologicamente l'epiclesi appare un elemento ricco di significati e di valori sacramentali ed ecclesiali. In primo luogo essa serve a ricordare il ruolo vitale dello Spirito Santo nella realizzazione dell'eucaristia. Il medesimo Spirito, che ha ricolmato Gesù di Nazareth, dal suo concepimento nel seno verginale di Maria e all'inizio della sua missione al fiume Giordano fino alla sua passione, morte e risurrezione, in cui lo ha reso Signore pieno di Spirito, ora prosegue la sua opera trasformando il pane e il vino, insieme agendo nel cuore dei fedeli per aprirli alla grazia divina e renderli sempre più conformi a Cristo, loro capo e salvatore. Lo Spirito, che si è effuso sul Capo, ora si effonde sul corpo, con l'unico intento di unire e configurare sempre più intensamente il corpo al Capo, la Chiesa a Cristo. Egli attua una trasformazione, una "cristificazione", non solo sulle oblate, ma, per mezzo di queste, sul popolo cristiano che partecipa all'eucaristia e si nutre del corpo e del sangue di Cristo. Le due mutazioni, pur operate dallo stesso Spirito, sono tra loro diverse, in quanto nel pane e nel vino si attua una vera sostituzione di sostanza (transustanziazione), mentre nei fedeli si stabilisce un'intima unione con Gesù a livello spirituale, in modo che gli uni vivano nell'altro, con l'altro e per l'altro, secondo una profonda simbiosi di pensiero e d'amore (comunione).
 Veramente mirabile e potente l'opera compiuta dallo Spirito Santo, ogni volta che si celebra la S.Messa! Egli è l'artefice di una costante trasfigurazione della realtà umana nella dimensione divina, dell'essere carnale in essere spirituale, della debolezza nella forza, del peccato nella grazia, della morte nella vita, affinché tutti i credenti formino un solo corpo e un solo spirito in Cristo nostro Signore. Ciò corrisponde alla sua missione personale, che consiste precisamente nel portare a compimento l'azione redentrice di Cristo di salvare tutti gli uomini, di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Egli, con la sua potenza infinita, attraverso i segni sacramentali e per mezzo della Chiesa, giunge nell'animo umano e lo aiuta ad aprirsi all'accoglienza dei doni salvifici, in modo che ogni individuo liberamente si lasci plasmare dall'amore divino e divenga figlio nel Figlio Gesù, per essere, come Gesù, unito al Padre e abbandonato alla sua volontà. Si forma così la famiglia di Dio, in cui ognuno si sente amato dal fratello e si pone al suo servizio, in un meraviglioso scambio d'aiuto reciproco, superando ogni divisione o conflittualità nella ricerca della verità e della fedeltà a Cristo.
 Allargando lo sguardo, si può vedere come l'azione dello Spirito Santo sia presente ed efficace negli altri sacramenti, in vista del conseguimento della santa eucaristia, che costituisce il compimento dell'iniziazione cristiana, il culmine e la fonte della vita della Chiesa. In particolare nel battesimo, l'uomo, per mezzo dell'unzione, viene liberato dal peccato e reso figlio adottivo di Dio, nonché membro della Chiesa. Tale rinnovamento radicale si attua anche là per l'intervento dello Spirito Santo, in modo che il cristiano sia idoneo e degno a partecipare all'eucaristia e possa cibarsi del santissimo corpo del Signore. Similmente il sacerdote, quale celebrante della Messa, è stato consacrato nel sacramento dell'ordine, con una nuova unzione fatta dal vescovo, che gli consente di avere la potestà di offrire il sacrificio eucaristico, un potere che non possiedono i battezzati. Pertanto l'epiclesi sulle oblate riconferma e ribadisce che solo dietro la potenza divina dello Spirito Santo si compiono queste sorprendenti mutazioni. La cosa importante è che esse siano accolte nella fede e vissute nel profondo del proprio essere, in modo che il credente sia capace poi di riconoscerle e lodarne e ringraziarne il Signore. Ciò è possibile nella docilità alle movenze dello Spirito di Dio e nell'impegno di lasciarsi rinnovare ogni volta per essere sempre più assimilati a Cristo e trasformare ogni azione e ogni evento, bello o triste, in un perenne inno eucaristico. Allora l'eucaristia sacramentale si prolunga e si rinnova nell'eucaristia esistenziale della vita, nell'attesa dell'eterna eucaristia da celebrarsi assieme ai santi nella beatitudine celeste.