«Ti saluto Maria, Sposa fedele dello Spirito Santo»
Padre Battista Cortinovis, s.m.m.
Maggio 2004

 «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo» (Lc 1,35). Si sta per realizzare il mistero della incarnazione, il grande evento della storia della salvezza, che contiene già in sé, come in germe, anche gli sviluppi che si avranno man mano nella vita di Gesù e nel tempo della Chiesa.
 I protagonisti di questo mistero sono da una parte le tre Persone della SS. Trinità, e dall'altra Maria, che in quell'evento rappresenta l'umanità con la quale Dio vuole dialogare e stabilire una comunione di amore. «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna... Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio» (Gal 4,4.6). Il Padre prende l'iniziativa di mandare a Maria l'angelo Gabriele per chiederle il consenso e attuare in lei l'incarnazione del Figlio; il Verbo si fa carne nel seno della Vergine, per la potenza dello Spirito Santo. E Maria si rende Figlia obbediente e disponibile al disegno del Padre, accoglie il Figlio come Madre, collaborando con lo Spirito Santo come sua Sposa e fedele Alleata.
 Noi professiamo nel Credo che «il Signore Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio... per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo». È nello Spirito Santo che Maria si rende disponibile al Padre e diventa Madre di Cristo; ed è in Maria che il Verbo si fa uomo. L'incarnazione è frutto della collaborazione tra lo Spirito Santo e Maria.
 Ma questo primo grande mistero della storia della salvezza è come un prototipo, e funziona da modello dell'agire della SS. Trinità anche per il seguito, sia durante la vita terrena di Gesù e di Maria, che durante il tempo della Chiesa e fino alla fine dei secoli.
 I vangeli riferiscono esplicitamente la dimensione trinitaria di alcuni eventi, come il Battesimo di Gesù, la sua Trasfigurazione, la Morte e Risurrezione, la Pentecoste. Altre volte, e frequentemente, viene evidenziata l'opera dello Spirito Santo nella vita di Gesù; egli è «pieno di Spirito Santo» (Lc 4,1), agisce «con la potenza dello Spirito Santo» (Lc 4,14), «esulta nello Spirito Santo» (Lc 10,21). Anche l'agire di Maria è sotto l'influsso dello Spirito Santo e manifesta i doni e i frutti dello Spirito: all'annunciazione, nella fede, si rende docile allo Spirito con il suo «Eccomi!»; nella visita a Elisabetta porta la benedizione, la lode e la gioia; per i pastori di Betlemme prepara il segno del «bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia» (Lc 2,7.12.16); al vecchio Simeone offre la risposta alla ricerca suscitata il lui dallo Spirito Santo (Lc 2,26-27); a Cana di Galilea provoca il segno che darà inizio alla fede dei discepoli (cfr. Gv 2,11); ai piedi della croce è presente, nell'Ora suprema della manifestazione dello Spirito in Gesù; alla Pentecoste è in preghiera insieme con la nuova comunità ecclesiale per implorare lo Spirito, così come era stata sempre attenta al discernimento personale nello Spirito, conservando e meditando nel suo cuore (cfr. Lc 2,19.51) tutto ciò che vedeva accadere attorno a sé.
 San Luigi Maria di Montfort (1673-1716) è l'autore spirituale che negli ultimi secoli ha meglio illustrato il rapporto tra lo Spirito Santo e Maria. Nel suo Trattato della vera devozione a Maria (VD) ne parla molto. «Dio Padre ha dato il suo unico Figlio al mondo soltanto per mezzo di Maria... Il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria. Dio Spirito Santo ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo averle chiesto il consenso per mezzo di uno dei primi ministri della sua corte» (VD 16). E poco dopo afferma subito che «la condotta che le tre Persone della SS. Trinità hanno tenuto nell'incarnazione e nella prima venuta di Gesù Cristo, è da loro mantenuta ogni giorno, in modo invisibile, nella santa Chiesa e sarà mantenuta fino alla consumazione dei secoli, nell'ultima venuta di Gesù Cristo» (VD 22).
 Parlando più in particolare dello Spirito Santo, san Luigi Maria scrive: «Dio Spirito Santo... è diventato fecondo per mezzo di Maria, che egli ha sposato. Con lei, in lei e da lei ha prodotto il suo capolavoro: un Dio fatto uomo, e ogni giorno sino alla fine del mondo genera i veri cristiani e i membri del corpo di questo capo adorabile: perciò quanto più in un'anima egli trova Maria, sua cara e indissolubile Sposa, tanto più diviene operante e potente nel riprodurre Gesù Cristo in quest'anima e quest'anima in Gesù Cristo» (VD 20).
 E ne spiega poi le modalità: «Quando Maria ha posto le sue radici in un'anima, vi produce meraviglie di grazia che lei sola può produrre... Quando lo Spirito Santo, suo Sposo, l'ha trovata in un'anima, vi vola, vi entra in pienezza e si comunica a quest'anima con abbondanza e nella misura in cui essa fa spazio alla sua Sposa... A lei è riservata la formazione e l'educazione dei grandi santi che vivranno verso la fine del mondo; infatti non c'è che questa Vergine singolare e miracolosa che possa operare, in unione con lo Spirito Santo, le cose singolari e straordinarie» (VD 35-36).
 Nel suo breve testo sull'apostolato nella Chiesa, al quale si è dato il titolo di Preghiera infuocata (PI), san Luigi Maria di Montfort riprende le medesime convinzioni: «Ricordati, Spirito Santo, di formare figli di Dio con Maria, tua fedele sposa. Hai formato con lei e in lei il capo del corpo mistico, perciò con lei e in lei devi formare tutte le sue membra... Tutti i santi del passato e del futuro sono opere del tuo amore unito a Maria» (PI 15).
 I ragionamenti di questo santo autore spirituale sono fatti propri dalla Chiesa di oggi nei documenti del Concilio Vaticano II: «(Maria) per la sua fede e la sua obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l'ombra dello Spirito Santo... ella ha dato alla luce un Figlio che Dio ha fatto il primogenito di una moltitudine di fratelli, cioè dei fedeli, e alla cui nascita e formazione ella coopera con amore di madre» (LG 63).
 Se questa è la missione che Dio ha dato alla SS. Vergine, noi dobbiamo riconoscerla accogliendo Maria nella nostra vita spirituale come madre, cioè come modello e guida, per condurre una vita nello Spirito Santo, come è nostra vocazione. In obbedienza a Gesù Cristo, che ha detto a chiunque voglia essere suo discepolo: «Ecco la tua madre!» (Gv 19,27), noi la dobbiamo prendere con noi, per imitare le sue virtù, per avere il suo stesso spirito, che è lo spirito di Gesù, cioè lo Spirito Santo.
 Ascoltiamo ancora san Luigi Maria: «Bisogna obbedire in ogni cosa alla Santissima Vergine e lasciarsi condurre dal suo spirito, che è lo Spirito Santo di Dio... Quanto è felice un'anima... quando è tutta posseduta e guidata dallo spirito di Maria» (VD 258). Allora «l'anima della Santa Vergine si comunicherà a te per glorificare il Signore; il suo spirito entrerà al posto del tuo per rallegrarsi in Dio, suo Salvatore... Quand'è che le anime respireranno Maria come i corpi respirano l'aria? Allora accadranno cose meravigliose su questa terra, dove lo Spirito Santo, trovando la sua cara Sposa come riprodotta nelle anime, discenderà con abbondanza e le ricolmerà dei suoi doni, soprattutto del dono della sapienza, per operare meraviglie di grazia» (VD 217).
 «Santo Spirito, concedimi una grande devozione e una grande inclinazione verso Maria, tua divina Sposa, un grande abbandono sul suo seno materno e un continuo ricorso alla sua misericordia, affinché in lei e per mezzo di lei tu abbia a formare in me Gesù Cristo al naturale, grande e potente, fino alla pienezza della sua età perfetta. Amen» (Segreto di Maria, 67).