L'effusione dello Spirito Santo
nel Sacro Convito

La Redazione
Aprile 2005

 L'Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione di Cristo, è la gioia stessa dello Spirito Santo irraggiata sull'intero universo. Essa ci avvolge e ci compenetra di Spirito, riempiendoci della sua gioia e della sua ebbrezza: «Dopo la S. Comunione l'anima è ospite nel seno del Padre; perché Gesù Cristo nella sua donazione sacramentale la assorbe e la assimila tutta in sé. Ora Egli è sempre nel Padre. Beata l'anima che sa rimanere in questa ineffabile dimora, perché lo Spirito Santo la inebrierà dei suoi ardori» (24-1-1966).
 L'Eucaristia è un nutrimento altamente spirituale in quanto ci comunica lo Spirito del Padre e del Figlio, quello stesso Spirito che ci dona Gesù nel suo Mistero Pasquale. Vi è, dunque, una relazione assai stretta tra Eucaristia, Risurrezione e Pentecoste. Si tratta di una verità molto importante agli effetti del rinnovamento che i cristiani sono chiamati a realizzare, in quanto posti come fermento nel mondo.
 In passato si è un po' tralasciato l'aspetto dell'operatività dello Spirito Santo nell'Eucaristia: ne è conseguita una certa mortificazione dell'irruzione di questa Potenza Divina d'Amore di cui sono portatori il Corpo e il Sangue del Risorto. Tutto questo ha comportato che la stessa Frazione del Pane ha rischiato di rimanere – almeno in certi periodi e contesti storici – un po' "all'esterno" della vita del fedele, senza così poter coglierne o comprenderne, in modo adeguato al dono, la potenza vivificante.
 L'Eucaristia è gioia pura e santa nello Spirito e crescita in Esso. È Lui che donandosi a noi nel Santo Sacramento dell'altare (in Gesù crocifisso e risorto) fa erompere nel nostro essere tutta la sua potenza di vita, di forza, di luce e di amore, per santificarci sollecitandoci all'impegno apostolico. Lo Spirito Santo non sa che farsene dei cristiani dormienti e neghittosi, perché Lui è dinamismo e sorgente stessa della vera libertà per un amore sempre più grande verso Dio e verso gli uomini.
 Egli opera nel profondo dei cuori e rende efficace – in ordine alla salvezza e alla santificazione – ogni azione, portandola al suo compimento. Perciò, non di rado, ci mette in imbarazzo disturbando la nostra quiete.
 Lo Spirito Santo, che diffonde la vita con esuberanza e la cui misura è di non averne alcuna (cfr. Gv 3,34), nel suo infinito dinamismo, dopo aver risuscitato Gesù a Pasqua, nella Pentecoste ha compiuto una nuova creazione trasformando nell'intimo gli Apostoli. Grazie al Mistero Pasquale compiutosi nella sua interezza, Gesù, che è il prototipo della nuova creazione, è diventato dispensatore dello Spirito insieme al Padre: «Nella pienezza dei tempi il Padre donò il Figlio all'umanità... Ora il Figlio vuole manifestare lo Spirito Santo... Amore sostanziale del Padre e del Figlio» (14-11-1965).
 Il suo corpo, morto, risorto e glorificato, si ritrova totalmente riassorbito nello Spirito e ripieno di Spirito, per cui appartiene totalmente al mondo dello Spirito, alla nuova creazione. Lo stesso divin Paraclito, che abita in pienezza nel Cristo, dispiega tutta la sua potenza di santità e di carità attraverso l'Umanità di Gesù fin dall'Incarnazione, certo in modo progressivo, come conviene alla sapiente pedagogia divina.
 È nel momento della Risurrezione che l'Umanità di Cristo diventa il luogo dove lo Spirito risplende in tutto il suo fulgore. Gesù, il Kyrios, diventato "totalmente Spirito" «è costituito Figlio di Dio nella potenza secondo lo Spirito di santità, per mezzo della sua risurrezione dai morti» (Rm 1,4).
 La sera di Pasqua, il Risorto dona il suo Spirito ai discepoli e nella Pentecoste li fa testimoni dello Spirito, dando inizio al tempo dello Spirito Santo; prima Gesù era condizionato dai limiti del corpo, dello spazio e del tempo: adesso, invece, in forza della sua Potenza Divina d'Amore, è presente, anche come uomo, a tutti i tempi e a tutti gli uomini. Ormai l'opera di Cristo e la Potenza dello Spirito Santo si uniscono a formare quello spazio spirituale che è la Chiesa, per cui il Cristo ci dona lo Spirito senza misura e lo Spirito ci dona Cristo in pienezza.
 La Bibbia non ci dà una definizione dello Spirito Santo e tuttavia, in innumerevoli passi ce ne mostra l'attività: è movimento, è vita, vento travolgente, brezza lieve, gioia, pace, comunione, luce, amore. È realtà inafferrabile, misteriosa, stimola in modo vivificante.
 Egli è presente con la parola e l'azione in tutte le tappe della salvezza. Interviene nella creazione; è all'origine dell'essere e della vita; è Spirito fecondatore: opera in Maria e genera in Lei il Salvatore; genera alla luce i figli di Dio (cfr. Gv 1,12); senza di Lui non si può partecipare al Regno di Dio (cfr. Gv 3,6); è Spirito di rinnovamento (cfr. Tt 3,5); è libertà (cfr. 2Cor 3,18).
 Lo Spirito vivifica, istruisce, santifica, fortifica, assiste, aiuta; ispira le parole dei Profeti e degli Apostoli; dirige la Chiesa e diffonde l'Amore nei cuori (cfr. Col 1,8; Rm 5,5); è Spirito di verità e rende testimonianza a Cristo e fa di noi dei testimoni (cfr. Gv 15,26-27; At 5,32); è il "Dito di Dio" «Voi siete evidentemente una lettera di Cristo, scritta non con l'inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente» (2Cor 3,3).
 L'opera dello Spirito Santo consiste nel donarci ciò che è di Cristo (cfr. Gv 16,14). Egli ci fa comprendere l'opera compiuta da Cristo; è l'intelligenza della sua Verità; è la carità di Cristo; è comunione di Amore fra Dio e gli uomini; è crescita nell'Amore di Cristo (cfr. Gv 16,13).
 Allora, se è così, come si può fare a meno dello Spirito Santo? Come resistere e chiudersi alla sua irruzione di luce e al suo fuoco divampante? Al suo sguardo sempre nuovo e sempre sconvolgente non ci si può abituare: è uno sguardo d'Amore! Allora tutto è trasformato. Egli e il Figlio, come dice Sant'Ireneo, sono le due mani del Padre. Mani che si aprono in un gesto d'Amore sulla creazione decaduta per ravvivarla, accoglierla, rinnovarla, e che poi, in un gesto di offerta, la innalzano rinnovata e ringiovanita verso il Padre, nella gioia del Dio uno e trino: in un gesto di offerta e di amore.
 Lo Spirito Santo è come il sole nella Chiesa: tutta la irradia, la feconda e la fortifica. Lui ci configura a Cristo crocifisso e risorto e con Gesù ci riporta al Padre per glorificarlo in uno spasimo di Amore, in un «Sì» perenne, gioioso ed entusiasmante alla Divina Volontà, per poter poi trascinare pure i fratelli verso il Padre: «Alla fine del tempo tutto si trasformerà e riceverà un'impronta nuova; l'impronta di Dio nello Spirito Santo. Le anime poi, nelle quali il Padre troverà l'immagine del suo Unigenito, saranno trasportate e stabilite nella gloria per i secoli eterni negli ardori dello stesso Spirito che con il Padre e il Figlio vive e regna, in una gloriosa, ineffabile beatitudine» (25-11-1965).
 Lo Spirito Santo, allorché ci comunichiamo con cuore puro e pieno di fede e di amore con Gesù Eucaristia, fa sentire prorompente la sua forza irresistibile, per irradiare nel mondo, nei fratelli, la veemenza dell'Amore di Dio, concentrato nel Cuore eucaristico di Gesù, sacrario e centro della presenza incandescente dello Spirito Santo.
 Oh, se ci lasciassimo pervadere da tanto Fuoco, diverremmo gli "incendiari" dell'Amore Divino e nessuno ci potrebbe resistere. Al contatto personale con noi – diventati testimoni autentici dello Spirito di santità – tutti si sentirebbero inebriati d'amore verso Dio e a loro volta lo comunicherebbero agli altri, come in un'esplosione a catena, dirompente di Luce, Fuoco e Amore!