Lo Spirito Santo,
Dono di Dio altissimo

Padre Reginaldo Maranesi, OFM Capp.
Dicembre 2007

 San Giovanni, l'apostolo prediletto che nell'ultima cena ha posato il capo sul cuore di Gesù e ne ha tratto la divina scienza dell'amore, ci ha dato la più profonda essenziale definizione di Dio: «Dio è Amore!» (1Gv 4,8.16). Il tesoro racchiuso in questa brevissima espressione, è immenso! È necessario - proprio come l'apostolo che Gesù amava - raccogliersi nella contemplazione per penetrarne tutta la ricchezza.
 In Dio tutto è amore: amore eterno, infinito, sostanziale. L'amore costituisce la stessa essenza di Dio ed è la sorgente del mistero trinitario. L'amore infatti richiede l'altro, il dono, lo scambio: ecco il mistero della Trinità. Dove c'è amore - dice S. Agostino - ivi c'è Trinità: il Padre è l'amante; il Figlio, l'amato; lo Spirito Santo è l'amore. Lo Spirito Santo è quindi il vincolo d'infinita tenerezza che unisce il Padre e il Figlio; è l'estasi d'amore (ek-stasis = uscire di sé) personificata del Padre e del Figlio, è il mutuo dono del Padre e del Figlio, è la Comunione fra le tre Persone divine. Giovanni Paolo II, nell'enciclica Dominum et Vivificantem, scrive: «Nella sua vita intima Dio è amore, amore essenziale, comune alle tre divine Persone; amore personale è lo Spirito Santo, come Spirito del Padre e del Figlio. Per questo egli «scruta le profondità di Dio» (1Cor 2,10), come amore-dono increato. Si può dire che nello Spirito Santo, la vita intima del Dio uno e trino si fa tutta dono, scambio di reciproco amore tra le divine Persone, e che per lo Spirito Santo, Dio "esiste" a modo di dono. È lo Spirito Santo l'espressione personale di un tale donarsi, di questo essere-amore. È Persona-amore. È Persona-dono» (n. 10). "Dono increato", nella vita intima della Trinità, lo Spirito Santo diventa "Dono creato" nella storia della nostra salvezza che è tutta attraversata dalla sua azione. Per questo lo Spirito Santo è "dono" al di sopra di ogni altro dono e noi lo invochiamo «Dono di Dio Altissimo».
 Lo Spirito Santo è dono nella creazione: Spirito Creatore! Consolida e orna i cieli e imprime la bellezza di Dio nelle creature. «Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Gn 1,2). «Lo Spirito di Dio riempie l'universo» (Sap 1,7). Nell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, «Dio soffiò uno Spirito di vita» (Gn 2,7).
 - È dono ai profeti nei quali risuona la voce dello Spirito Santo che ha parlato per mezzo dei profeti (cfr. Credo).
 - È dono ineffabile nella incarnazione del Verbo. Nella pienezza dei tempi, la Vergine Maria concepisce il Verbo eterno, il Figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo (Lc 1,35).
 - È dono potente nell'opera della redenzione, perché tutta la vita di Gesù è guidata, condotta dallo Spirito Santo.
 - È dono pieno, visibile e sensibile, nel giorno di Pentecoste che segna l'inizio della Chiesa, Corpo mistico di Cristo, animato dallo Spirito Santo, prolungamento, in tutti i tempi e in tutti i luoghi, dell'opera della nostra redenzione.
 - È dono dolcissimo, unico, immenso dono alle singole anime, il grande dono pasquale, "il primo dono ai credenti" che opera la nostra santificazione: «E perché non viviamo più per noi stessi, ma per lui che è morto e risorto per noi, ha mandato, o Padre, lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione» (Preghiera Eucaristica IV). «L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato donato» (Rm 5,5).
 A questo punto, qualche riflessione pratica, estremamente importante per il nostro cammino verso la pienezza dell'amore, verso la santità, che tutti dobbiamo realizzare mediante la potenza dello Spirito Santo. Anche a noi - come alla Samaritana - Gesù può ripetere: «Se tu conoscessi il dono di Dio!» (Gv 4,10). Dobbiamo allora innanzitutto "conoscere" questo grande dono di Dio che è lo Spirito Santo in noi, perché non si apprezza quello che non si conosce: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?» (1Cor 3,16).
 Dobbiamo prendere coscienza di questa stupenda realtà e farla diventare meditazione, adorazione, contemplazione. "Conoscere", nel senso biblico, esige una esperienza viva e personale. Lo Spirito Santo è in noi come potenza attiva che «viene in soccorso alla nostra debolezza...» (Rm 8,26). Presenza reale, personale, pacificante, illuminante e santificante. Lo Spirito Santo è l'artista divino che ci "scalpella" giorno e notte, anche a nostra insaputa, per trarre fuori dal blocco informe della nostra natura, un capolavoro d'arte: la santità! Nell'inno per la memoria dei martiri, la Chiesa ci fa pregare: «Pietre vive e preziose, scolpite dallo Spirito, con la croce e il martirio per la città dei santi!».
 Conoscere e credere a questa consolante verità per cui «tutto è grazia». Credere non tanto con una fede intellettiva, astratta, ma con una fede piena di stupore e di meraviglia...
 Dalla conoscenza amorosa e dalla fede, la supplica, affinché anche la nostra vita divenga "dono" totale e generoso, senza "se" e senza "ma", al Padre, ai fratelli e sorelle, a tutti quelli che incontriamo nella nostra vita.
 «O Spirito Santo, Amore vivo in cui il Padre e il Figlio si amano scambievolmente, tu sei la fonte dell'amore soprannaturale che zampilla nei nostri cuori... Tu sei il grande dono che solo ha il potere di salvarci e santificarci... Il fuoco che tu hai acceso dentro di noi, ci permette di pregare, di meditare e di mortificarci... Rendi anche la nostra vita un "dono" di amore» (Newman).